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Addio alla scuola dell’infanzia?

San Pietro preoccupata per il venir meno di un importante servizio educativo

Dopo la scuola primaria, San Pietro di Cavarzere sembra destinato a perdere anche la scuola dell’infanzia (nella foto), per la mancanza di bambini. I 12 attuali frequentanti, dovrebbero diventare una decina il prossimo anno (4 ne usciranno e ne entreranno solo 2), il che dovrebbe sistematicamente portare alla chiusura della struttura: il numero legale per sopravvivere sarebbe infatti di 18 unità. Gli abitanti si sono detti disposti a pagare di tasca propria per non perdere questo prezioso servizio.

Il comune si è offerto di mettere a disposizione gratuitamente il trasporto dei bambini a Boscochiaro (il cui costo mensile sarebbe di € 45): i genitori non vogliono accettare il fatto che una scuola appena ristrutturata con € 90mila, venga abbandonata per motivi burocratici.

Purtroppo, a pagare, in termini sociali, sono sempre le comunità periferiche del paese. Gli stessi genitori contestano inoltre le previsioni demografiche, sostenendo che le proiezioni parlano di almeno 5 nuovi ingressi all’infanzia per l’anno prossimo. Gestione semi-privata? Gli abitanti di San Pietro si dicono disposti anche a questo, proponendosi di cercare altri bambini a San Gaetano e Dolfina.

Nel frattempo hanno inviato una petizione all’ufficio scolastico regionale, mentre la questione è stata “caldamente” dibattuta alla scuola secondaria di I grado “Cappon”, con la dirigente Zennaro e il sindaco Tommasi, ma con risultati negativi. Ha detto in proposito il parroco di San Pietro don Mario che “sfortunatamente, nell’attuale società, i bambini sono catalogati come semplici numeri”.

Il sindaco Tommasi afferma di essersi adoperato in ogni modo possibile per evitare la chiusura della scuola di San Pietro, dopo due anni di deroga, ma la risposte delle autorità competenti, fin dall’inizio del mese di maggio, è stata negativa, confermandone la chiusura. Così si è espressa pure la dirigente scolastica provinciale Daniela Nappa, alla quale il primo cittadino ha chiesto un colloquio diretto per tentare di risolvere favorevolmente la situazione, anche se le speranza (ultime a morire) sembrano davvero poche.

Rolando F.