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Costruire, sulla pace

CARI LETTORI

Le Giornate della Memoria e del Ricordo. Bisogna gettare semi buoni

Cari lettori, spero proprio che abbiate preparato quella lunga lista di azioni che costruiscono la pace (l’avevo suggerito…) e che ne stiate “seminando” almeno una al giorno, perché di pace c’è davvero bisogno in questo nostro mondo.

Recentemente sono state celebrate due giornate davvero tristissime, quella della Memoria e quella del Ricordo, e sarebbe decisamente importante che quanto è stato detto, a proposito dei fatti accaduti nel passato, non rimanesse lettera morta. Vi invito perciò a non dimenticare, ma soprattutto a costruire qualcosa di buono e bello su quelle macerie, per far sì che la vostra vita possa essere migliore di quella vissuta dalle innumerevoli persone che hanno subito quelle tragedie. Non commettete l’errore di pensare che orrori simili non possano più accadere, perché non funziona così!

La pace infatti si costruisce, amorevolmente, pazientemente e a costo di qualche sacrificio, giorno per giorno, educando il nostro cuore e la nostra mente ad essa. È un bene preziosissimo e, per coglierne il valore, vi suggerisco di provare spesso a mettervi nei panni di chi purtroppo vive, ancora oggi, in luoghi dove la pace non c’è.

Vi accorgerete subito che sono panni davvero scomodi (non vedrete l’ora di sbarazzarvene) e, per non correr il rischio di doverli indossare sul serio, non vi resta che continuare ad essere “seminatori di pace”. Generalmente ad una buona semina corrisponde un buon raccolto e i frutti della pace non tarderanno a crescere: saranno a vostra disposizione e potrete gustarli con soddisfazione, allontanando così i timori e i dolori che la guerra porta inevitabilmente con sé.

Diffondendo la pace nel luogo in cui vivete, contribuirete a far cessare la guerra anche nei luoghi lontani, dove purtroppo è ancora di casa, perché “la pace nel mondo inizia dentro ognuno di noi”. Condividete con gli adulti queste poche righe, chiedete il loro punto di vista ed esortateli ad aiutarvi nel vostro compito di “seminatori di pace”, perché loro, a volte, si lasciano assorbire troppo dai compiti quotidiani e rischiano di perdere di vista valori essenziali che aiutano a vivere decisamente meglio.

Alfreda Rosteghin