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Targhe per Memoria e Ricordo

PORTO TOLLE

Intitolato il giardino di Largo Europa

Porto Tolle – Due frasi: “27 gennaio. Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario. Primo Levi” e “10 febbraio. La memoria è necessaria ma non è sufficiente.

Quel che resta ancora da fare è uscire dal cerchio stregato della complicità passiva e incosciente, disinformata e incurante, ai massacri di oggi. Franco Cardini”. Sono quelle impresse nelle due targhe verticali che si trovano al giardino di largo Europa a Porto Tolle che sabato 9 febbraio è stato intitolato “Il giardino della memoria e del ricordo, dedicato alle vittime dell’Olocausto e delle Foibe”.

A scoprire le due opere verticali, tre studenti: Jacopo Pizzoli, Riccardo Siviero e Matthia Diego Pregnolato. Vicino a loro il sindaco Roberto Pizzoli, l’on. Antonietta Giacometti, il comandante dei Carabinieri Pierluigi Frattoni e il commissario della Polizia Giuseppe Di Majo.

La cerimonia di intitolazione si è svolta nella sala consiliare del palazzo del municipio. Erano presenti anche il vice sindaco Silvana Mantovani, gli assessori Raffaele Crepaldi, Federico Vendemmiati, Diego Marchesini, il presidente del Consiglio Lorenzo Gibin e i consiglieri Giorgia Marchesini e Jessica Finotti. In sala gli studenti delle scuole medie di Scardovari e gli studenti del gruppo fiati delle classi seconde e terze medie di Porto Tolle (nella foto sotto).

Ad accompagnarli il vice preside Vincenzo Boscolo Bariga, i docenti Sabrina Sivieri, Antonio Pozzato e Nunzio Brigante.

Dopo il saluto del primo cittadino Pizzoli, l’on. Giacometti ha spiegato il significato dell’Olocausto e quindi dello sterminio del popolo ebraico nel campo di concentramento di Auschwithz, dove hanno perso la vita tantissimi ebrei per mano della Germania nazista.

Ha continuato con l’eccidio delle Foibe, cioè della popolazione italiana per mano dei partigiani jugoslavi, nel quale furono uccisi civili, donne, bambini, anziani che si opposero alle violenze. Anche gli studenti hanno letto alcune testimonianze e tra un intervento e l’altro ci sono stati dei momenti musicali.

Tutto ha fatto riflettere.

Toccante l’intervento del vice sindaco, Silvana Mantovani, che, lasciandosi scivolare qualche lacrima, ha invitato il pubblico presente ad ascoltare la propria coscienza. “Il giardino è un punto di incontro dove vanno soprattutto i giovani – ha affermato -.

Spero che sia un luogo dove possiate crescere”. Ha poi ricordato numerose stragi nel mondo, come il genocidio del popolo armeno, quello dei popoli della Cina, della Russia, dell’Indonesia, della Cambogia, del Sudan, del Burundi, e dell’America Latina. “Questo giardino deve essere un momento di riflessione per tutti – ha continuato il sindaco -. E ricordiamoci che ognuno di noi è unico e come persone dobbiamo essere tutti rispettati”.

Tra il pubblico anche Mirko Dasini del gruppo Casapound e nel giardino anche uno striscione sorretto da alcuni simpatizzanti del movimento con la scritta “Noi non dimentichiamo i martiri delle foibe”.

Barbara Braghin