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Libri 8-2019

La scoperta di un popolo
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Questo libro comincia dall’incontro con una badante, nella quale l’autore – sacerdote e parroco – si imbatte casualmente in casa di una donna anziana. Il sacerdote è già coinvolto nella vicenda del popolo armeno, che aveva cominciato a conoscere alcuni anni fa visitando il monastero dei Padri Armeni Mechitaristi nell’isoletta di San Lazzaro sulla laguna di Venezia. Gli si spalanca l’orizzonte sulla conoscenza di un popolo fiero, il primo ad aderire al cristianesimo, e in particolare sulla tragedia del genocidio perpetrato dai ‘Giovani Turchi’ agli inizi del ‘900. Il coinvolgimento progredisce attraverso viaggi in Armenia e vari contatti con persone armene, alcune delle quali risiedono in Italia, e vengono invitate a tenere degli incontri in parrocchia. Tra questi, la scrittrice Antonia Aslam, residente a Padova, la quale patrocina anche un libro e un’operetta teatrale dell’autore sulla vicenda armena. Questo libro, agile e composito, racconta per flash le fasi di questo contatto, documentato con spezzoni di racconti vari e con una viva partecipazione di giovani e meno giovani. Una storia di incontri e di testimonianze che tiene viva la memoria di un evento terribile e di un popolo nobile. 

a. b.

Mauro Ballestra, Nati in Armenia, pp. 118, 2018 s.i.p.

Offrire il dorso a Cristo
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L’autore attualmente insegna Introduzione al Mistero di Cristo e Teologia dogmatica presso l’Istituto Teologico Abruzzese-Molisano (Chieti), del quale è stato preside, ed Escatologia presso la Pontificia Facoltà “Marianum” (Roma). Ha pubblicato questo libro nel cuore dell’anno sacerdotale 2009-2010 voluto da Papa Benedetto per offrire ai sacerdoti e non solo una sapiente e completa figura del sacerdote a 360°: dal punto di vista biblico, teologico, ecclesiale, pastorale, spirituale. Il titolo evoca un’espressione di Erasmo da Rotterdam (1466-1536): “asinus portans mysteria”: l’asino porta i misteri di Cristo al suo popolo. L’autore ha pensato in questo libro di applicare al prete tutte quelle caratteristiche positive, virtù evangeliche, che caratterizzano l’asino. Grandi sacerdoti hanno amato paragonarsi con l’asino per esprimere la loro volontà di porsi alla sequela di Cristo come servi per amore, anche in tempi ravvicinati. “Tirare avanti come un asino” è il titolo di un libro scritto dal card. Roger Etchegaray (1984) per raccontare la sua vita di prete. Anche Gesù, ricorda il cardinale, ha amato molto gli asini, poiché proprio su uno di essi ha fatto la sua ultima entrata a Gerusalemme. Questa convinzione ha suggerito la scrittura de L’asino di Cristo per dire che se ogni prete offrisse il suo dorso a Cristo per gli itinerari di missione che egli è chiamato a compiere e se assumesse il ritmo cadenzato e lento dell’asino per permettere a Cristo di avanzare senza strattoni nella ricerca dei suoi figli, allora egli godrebbe per la pace della sua esistenza sacerdotale e vivrebbe senza stress la sua missione, sapendo che chi deve salvare non è l’asino, ma Colui che vi siede sopra. Sarà difficile (ma solo dopo la lettura del libro) offendersi se uno ti dà dell’asino. Sarà comunque prudente non dare facilmente dell’asino a nessuno: potrebbero non aver letto il libro!

 d. Massimo Ballarin

Michele Giulio Masciarelli, L’asino di Cristo. Il prete, servo per amore, Tau editrice, Todi 2010, pp. 173, € 18.00.

Una nuova possibilità
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Un libretto che racconta le storie reali con gli errori, i limiti, i successi, le opportunità e i muri che ciascuno incontra nella propria esistenza. Sono storie “vere”, vissute in contesti territoriali e umani differenti che hanno un elemento in comune: la possibilità offerta a persone che hanno commesso dei reati di lavorare su se stesse per un riscatto, per riprendere a vivere, percorrere un cammino che alla fine ottiene uomini e donne nuovi. I protagonisti delle otto storie raccontate affermano: “Sento che mi volete bene”, e questo è il punto di leva per rialzare una vita sprofondata nel fallimento della droga, dell’omicidio, della delinquenza… Una vita che nella nostra “società della colpa e del merito” (come direbbe Ivo Lizzola) vede solo la “pena” e la “detenzione” come unico sbocco-rimedio per pagare un crimine commesso. Accoglienza, entrare in relazione, offrire fiducia e prospettare una nuova possibilità di vita, entrare in prossimità con la comune e propria fragilità della natura umana, sono antidoti alla detenzione o alla post-detenzione che permettono la rinascita anche della vita più spenta dall’infrazione, anche grave, della legge e della convivenza civile. Anche nei momenti in cui l’uomo tocca il fondo e rasenta il confine con l’essere bestia, c’è sempre un foro di luce dal quale è possibile vedere la speranza di ricominciare da capo. Le storie raccontate testimoniano che tutto questo è reale. È un libretto che in qualche modo contesta e intende riaffermare quanto recita l’articolo 27 della Costituzione Italiana: “L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva. Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”.

d. Massimo Ballarin

Paolo Beccegato – Renato Marinaro (a cura di), Rifarsi una vita. Storie oltre il carcere, introduzione di Francesco Soddu, postfazione di Alessandro Pedrotti, EDB, Bologna 2018, pp. 141, €10,00.

In cammino verso l’alba
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Vedendo un’atleta russa, don Giancarlo le chiede perché è venuta in pellegrinaggio; la risposta è: “Perché sono atea”. Alla sua meraviglia, esclama: “Voglio vedere Dio nel volto di quelli che ci credono”. Nel percorso del pellegrinaggio notturno da Macerata a Loreto, iniziato con i suoi alunni quarant’anni fa da don Giancarlo Vecerrica, ora vescovo emerito di Fabriano, si ascoltano testimonianze, si canta, si prega. Il cammino comincia dallo stadio di Macerata dove un vescovo e centinaia di preti celebrano l’Eucaristia, e dove si viene raggiunti dal saluto di Papa Francesco che ogni anno rilancia i pellegrini nel ‘cammino della vita”. 

Il pellegrinaggio prosegue per tutta la notte per strade che incrociano campagne e paesi, dove la gente sta a guardare e a tratti offre bottiglie d’acqua e la colazione del mattino. Uno straordinario servizio di accompagnamento sonoro sostiene canti e preghiere, e rende possibile l’assistenza ai pellegrini. A un certo punto i fuochi d’artificio illuminano la notte, e il chiarore prosegue con le piccole torce a mano e le prime luci dell’alba che fanno intravvedere le cupole del santuario della Madonna di Loreto.

Anche chi non ha mai partecipato al pellegrinaggio potrà gustarne il sapore e la grazia attraverso la lettura di questo libro che ne percorre agilmente la bellezza vissuta di anno in anno. La compagnia è divenuta progressivamente imponente fino a superare negli ultimi anni le centomila persone. 

I canti, le preghiere, le intenzioni, il saluto prima di don Giussani e ora di don Carron, approfondiscono il significato del gesto e ne rendono noto il valore. Paradigma della vita, essa stessa pellegrinaggio, e cammino dentro la storia, con le sue speranze e i suoi drammi, rinnovati di anno in anno nei fatti della cronaca locale e mondiale. Fino alla casa di Maria a Loreto, nella consegna alla Madre.

 Angelo Busetto

Andrea Tornielli – Domenico Agasso jr, A piedi nella notte. Camminare insieme verso casa, Piemme, Milano 2018, pp. 154, € 14,90