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Chiesto incontro con Brugnaro

DEPOSITO GPL

Continua il lavoro del Comitato No Gpl che sottolinea le incoerenze dell’ex-Provincia

Visti i segnali di apertura, da parte dei Ministeri coinvolti, che sembrano finalmente avere accolto la serie di criticità da tempo segnalate, che evidenziano non solo i rischi per le persone e l’ambiente, ma potenziali gravissimi pregiudizi per le attività economiche locali, in particolare la pesca, le coltivazioni di molluschi, il turismo balneare e culturale, il Comitato No GPL ha inviato a Luigi Brugnaro, sindaco della Città Metropolitana di Venezia, la richiesta di incontro urgente per discutere sull’impianto di stoccaggio G.P.L. (Costa Bioenergie S.R.L.), dopo averla fatta sottoscrivere da tutte le categorie economiche di Chioggia. Nella richiesta si ricorda che: “l’allora Provincia di Venezia, con la Determinazione 333/2015, rettificata con Determinazione 668/2015, dichiarò il non assoggettamento a procedura di VIA dell’impianto in oggetto, nonostante l’impatto (fosse) già prefigurabile nella città e senza tener conto dei pareri difformi espressi dalla Capitaneria di Porto (in relazione al traffico navale) e dalla Soprintendenza Regionale (in relazione all’impatto paesaggistico)”. L’allora Provincia di Venezia condizionava, però, la non assoggettabilità del progetto alla procedura di VIA, “all’approvazione da parte dell’autorità competente delle necessarie varianti conseguenti all’introduzione del traffico di navi gasiere alla struttura organizzativa e gestionale del porto, emergenti dal piano di sicurezza”. Si dice nella richiesta d’incontro urgente che queste varianti: “dopo quattro anni, non sono ancora state presentate ed approvate, malgrado la Capitaneria del Porto e il MIT-Ministero delle Infrastrutture e Trasporti si siano ripetutamente espressi in termini di necessaria variante al Piano Regolatore Portuale” e alle valutazioni ambientali e di sicurezza, come richiedono la normativa e regolamenti portuali vigenti. Nonostante ciò, i competenti Uffici della Città Metropolitana, pur ripetutamente interpellati dal Comitato, non hanno ancora preso atto della mancata ottemperanza a quanto richiesto dall’allora Provincia. Altro aspetto rilevante, sottolineato con preoccupazione dal Comitato No GPL nella lettera, è che la Città Metropolitana nella richiesta all’UNESCO di conferma della laguna di Venezia tra i Patrimoni dell’Umanità, non vi ha localizzato l’impianto di GPL di Val da Rio, nonostante la laguna di Chioggia ne faccia parte per un 30% del totale. Ciò è stato taciuto intenzionalmente perché gli impianti di derivati del petrolio e ancora di più le navi gasiere sono proibite in laguna dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura? Ma questo non è anche proibito dalla Legge Speciale per Venezia così, come dai regolamenti portuali?

 R. Domaggio