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Nuovo allevamento avicolo: raccolta firme per fermarlo

ISOLA DI ARIANO, COMITATO DIFESA AMBIENTE

Il Delta del Po e in particolare l’Isola di Ariano è diventata veramente una terra di conquista per alcune potenti aziende, considerate “agricole”, di allevamento intensivo di galline e polleria in genere ma anche di suini e bovini. Anche se queste aziende agiscono conformemente alle leggi vigenti regionali e nazionali, la gente dell’isola che abita nei comuni di Ariano nel Polesine, Corbola e Taglio di Po è ormai al limite della sopportazione per l’inquinamento dell’aria con gli odori nauseabondi, magari per effetto del trattamento o smaltimento dei rifiuti organici (pollina, liquame e stallatico) e l’invasione di mosche, che costringono ad una vita difficile migliaia di persone ed a tante altre attività produttive e turistiche del territorio. In questi ultimi tempi, a Corbola, è nato un “Comitato difesa ambiente” con presidente Valerio Fonsato che, ottenuta l’autorizzazione dai rispettivi sindaci, è impegnato nella raccolta di firme nei tre comuni dell’Isola, per fermare l’iter autorizzativo, ovvero la Via (Valutazione Impatto Ambientale) e contestuale Aia (Autorizzazione Integrata Ambientale) per la realizzazione di un nuovo allevamento avicolo in via Spin a Corbola della ditta Carol Freguglia. A Taglio di Po, al gazebo allestito nel cuore del mercato settimanale, con un paio di banchetti presidiati da Valerio Fonsato, presidente del Comitato, Francesco Crepaldi, Renzo Levada e Paolo Carlini, hanno raccolto tantissime firme che saranno poi portate all’attenzione degli organi preposti al rilascio delle autorizzazioni ed ai sindaci dei tre comuni dell’Isola di Ariano. Lunedì 11 febbraio la raccolta delle firme è stata effettuata al mercato di Ariano nel Polesine. “Questa azione è partita per le problematiche che tale tipo di insediamento andrebbero a causare nel territorio – ha detto il presidente Fonsato – che sono: viabilità inadeguata; distanze da altri allevamenti e da abitazioni private non rispettate; allevamento di tipo intensivo industriale in totale contrasto con tutti i principi di sostenibilità dei processi produttivi con il territorio di accoglienza; contratto di società agricola che porta utile solo al soccidante; approvvigionamento acqua potabile e gas metano insufficienti con rischio di privazione dei residenti; assetto idraulico e idrogeologico inadeguato, privo di programmazione/manutenzione, soggetto a frequenti allagamenti con pericolo di sversamento reflui nei terreni; eccessivo consumo di superficie agricola utilizzata in netto contrasto a tutte le norme regionali e del Parco del Delta del Po; emissioni di polveri e sostanze inquinanti oltre i limiti consentiti; produzione massiva di pollina da smaltire nei terreni limitrofi con relativi danni alla salute pubblica; eccessiva preesistenza di altri allevamenti intensivi nella zona; assenza di ricadute economiche sul territorio; deprezzamento di fabbricati e terreni limitrofi; localizzazione all’interno del Parco del Delta del Po e in zona MaB Unesco”. “Noi riteniamo – conclude il presidente Fonsato – che il territorio sia di naturale vocazione agricola tradizionale e che l’impianto che si vuole realizzare sia da ritenersi “industriale” a tutti gli effetti per cui chiediamo a tutti gli enti preposti di mettere in campo tutte le azioni possibili allo scopo di bloccare e impedire tale insediamento”.

Giannino Dian

Foto: il gazebo con banchetti e addetti alla raccolta firme