//Una situazione non negativa
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Una situazione non negativa

Bussola trimestrale di Veneto lavoro

Il ritmo di crescita nel 2018 è simile a quello del 2017, aumentano i tempi indeterminati

Con oltre 36.000 posti di lavoro dipendente in più, 22.000 dei quali a tempo indeterminato, per il 4° anno consecutivo di crescita il mercato del lavoro Veneto ha mantenuto nel 2018 gli stessi ritmi di espansione. A certificarlo sono i dati della Bussola trimestrale dell’Osservatorio di Veneto Lavoro sull’andamento del mercato del lavoro regionale. Scrive l’assessore regionale al Lavoro Elena Donazzan nel comunicato n. 309 del 28 febbraio 2019: “In un contesto economico in lieve rallentamento, ma comunque positivo, il ritmo di crescita dell’occupazione veneta si assesta sugli stessi livelli del 2017. Ma risulta ora trainato principalmente dai contratti a tempo indeterminato, aumentati nell’arco di un anno di 22.200 unità. Tale incremento è in larga parte attribuibile alle trasformazioni da tempo determinato, raddoppiate rispetto all’anno precedente (59.800 contro 30.200)”. Continua l’assessore: “Fattore cruciale per il mantenimento e il miglioramento degli attuali livelli occupazionali è e sarà sempre di più individuare politiche formative in grado di ridurre la distanza tra domanda e offerta di lavoro. Il disallineamento tra le richieste delle imprese e le competenze dei lavoratori è un problema che investe la sfera educativa: in questo senso i dati sugli ITS, dove il 90% degli studenti trova subito lavoro, così come quelli sulle iscrizioni a scuola che certificano una crescita degli Istituti tecnici, non possono che essere un segnale positivo”. In un mondo del lavoro in continua evoluzione un secondo fattore indispensabile allo sviluppo, precisa ancora l’assessore Donazzan: “non può essere in capo soltanto alle istituzioni e alle imprese”, ma deve essere ricercato personalmente dal singolo lavoratore attraverso un autoaggiornamento continuo, che risponda di volta in volta a ciò che il mercato chiede. Sotto il profilo settoriale la novità più significativa del 2018 è rappresentata dalla crescita dell’industria, che ha registrato un aumento di 17.800 posti di lavoro, pari a quasi la metà della crescita totale. Bene in particolare il settore metalmeccanico con +8.500 e l’edilizia con +3.900 posti. Continua inoltre il trend positivo dell’agricoltura, con un migliaio di posti di lavoro in più, mentre si ridimensiona il contributo alla crescita fornito dai servizi, che mantengono un saldo positivo per 17.400 posizioni di lavoro, ma che denotano un sensibile rallentamento nei settori del commercio e del turismo. Dal punto di vista territoriale la parte più consistente di crescita (+9%) riguarda le province a maggiore presenza manifatturiera, Treviso, con un saldo di +8.100 posizioni di lavoro, e Vicenza +8.000; mentre le economie incentrate sui servizi, quali Padova e Venezia, mostrano performance meno brillanti, rispettivamente +6.700 e +3.600, entrambe in calo rispetto al 2017. Il saldo più elevato, sebbene inferiore a quello del 2017, si registra tuttavia a Verona (+8.800). Variazioni più modeste, ma comunque positive, a Belluno (+900) e Rovigo (+100). 

R.D.