//Allergia e intolleranza al latte
Ornella-Mancin

Allergia e intolleranza al latte

PENSANDO ALLA SALUTE

E’ importante fare chiarezza sulla differenza dei due termini

Molte persone pensano, sbagliando, di essere allergiche al latte, mentre normalmente ne sono semplicemente intolleranti.

La differenza è notevole, ma nel linguaggio corrente i due termini vengono sovente usati come sinonimi.

Tentiamo quindi di fare un po’ di chiarezza.

L’allergia al latte colpisce soggetti predisposti che producono degli anticorpi detti IgE contro alcune delle sue proteine. Succede così che in queste persone l’ingestione del latte, anche di piccolissime quantità, provochi una reazione allergica che si può manifestare in modo variegato: rinite, asma, dolore addominale, diarrea, orticaria-angioedema fino allo shock anafilattico nei casi più gravi.

L’allergia al latte è più frequente nei bambini, in cui la barriera della mucosa intestinale è ancora immatura, e tende a regredire con il passare degli anni per l’instaurarsi di una forma di tolleranza.

Nell’adulto l’allergia alimentare è poco frequente e colpisce circa il 2-4% della popolazione (contro il 7-8% della popolazione infantile).

La diagnosi di allergia al latte deve essere posta con l’esecuzione dei test cutanei (Prick-test) e/o del Rast (un esame del sangue per vedere se ci sono IgE contro le proteine del latte). In alcuni casi particolari e in centri specializzati può essere necessario fare anche la prova di scatenamento con il latte, sotto stretto controllo dell’allergologo.

La terapia dell’allergia al latte consiste essenzialmente nell’eliminazione dell’alimento che non può più essere somministrato neanche in piccola quantità.

Ai bambini piccoli, per i quali il latte è elemento indispensabile per la crescita, si somministra latte idrolisato (in cui le proteine del latte sono scisse in piccoli pezzetti, peptidi, che non possono dare reazioni allergiche) oppure si può dare latte di soia.

L’intolleranza al latte è invece dovuta alla incapacità dell’organismo di scindere il lattosio, zucchero presente nel latte.

Il lattosio è un disaccaride, cioè è una molecola fatta da due atomi di zucchero: glucosio e galattosio.

Perché il latte che ingeriamo venga assorbito, deve avvenire la scissione del lattosio in glucosio e galattosio e questo avviene grazie ad un enzima presente nella mucosa intestinale. In alcuni individui questo enzima è carente e così succede che non riescano ad assorbire il latte che, restando nell’intestino, provoca gonfiore, flatulenza, dolore addominale e diarrea.

Questo è il quadro clinico dell’intolleranza.

Per diagnosticare l’intolleranza al latte esiste un test che si chiama Breath test al lattosio che consiste nel bere una quantità prestabilita di latte e poi di analizzare i gas espirati dal paziente: la quantità di idrogeno presente nell’aria espirata ci dirà se il paziente è intollerante o no al lattosio.

Il test è molto semplice, non invasivo e di facile esecuzione.

Gli intolleranti al latte generalmente non sopportano grandi quantità di latte e i formaggi freschi, mentre possono mangiare tranquillamente formaggi a pasta dura (grana, emmenthal) e anche alcuni tipi di yogurt.

Appare quindi chiaro che l’allergia e l’intolleranza al latte non sono la stessa cosa e richiedono un approccio diverso.

Ornella Mancin

(nella foto l’autrice dell’articolo)