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Strade troppo strette

La precaria situazione e il pericolo latente degli argini

Tutte le strade arginali dei fiumi e canali, costruite in tempi remoti per proteggere anzitutto le popolazioni dai danni delle inondazioni e poi usate per il traffico di carri e bestiame, sono pericolose per il transito degli attuali mezzi di trasporto, sempreché non siano state adeguate nel corso del tempo: allargate, con protezione di guardrail o paracarri da entrambi i lati. A questo criterio non fanno eccezione quelle dell’Adige, del Gorzone, del Canale dei Cuori, del Naviglio Adigetto e del Tartaro che collegano Cavarzere ai centri limitrofi o confinanti: Cona, Pettorazza Grimani, Adria, Agna, Loreo, Anguillara Veneta, San Martino di Venezze e Chioggia, e alle numerose località che costellano il centro storico, percorse quasi quotidianamente da corriere di servizio pubblico e da pulmini che trasportano gli alunni dei plessi o asili soppressi al villaggio scolastico del capoluogo o in altre scuole del territorio; come nel caso di Rottanova, San Pietro d’Adige, Punta Poli, Roncostorto, Botta e altri centri minori. Strade strette e non prive di pericolo, specie in caso di nebbia, di neve e ghiaccio, perché non sempre protette lateralmente, verso la sottostante campagna e abitato o verso il corso dei fiumi e canali, da strisce ondulate di robusto metallo, di materia plastica o altro materiale resistente, o da paracarri nei punti più critici. Una constatazione che deve indurre l’Amministrazione civica a un più attento esame delle proteste della popolazione periferica interessata, a proposito anche di buche o di erbacce che spesso inondano i lati stradali, lasciate crescere a dismisura. Gli incidenti stradali, anche mortali, registrati lungo le strade arginali di Adige e Gorzone in particolare dovrebbero indurre chi di dovere a prestare maggiore cura alla sicurezza di questa particolare viabilità per evitare possibili e spiacevoli episodi che potrebbero riguardare anche il trasporto scolastico, diventato ormai un sostitutivo necessario alle scuole primarie e agli asili chiusi nelle frazioni. Non solo con interventi stradali riparatori e con l’installazione della segnaletica verticale necessaria, oltre alla segnaletica orizzontale, ma prospettando per quanto possibile per il futuro anche interventi di riordino per le strade di competenza provinciale e regionale: sollecitando un opportuno piano di intervento economico da parte degli enti pubblici preposti per eliminare i pericoli latenti, e dove si presenta strettamente necessario anche l’allargamento delle sedi stradali. Una questione che riguarda pure l’importante arteria sulla sinistra del Gorzone che mette in comunicazione Cavarzere, Boscochiaro, Martinelle, San Gaetano e Dolfina con Ca’ Pasqua di Chioggia e la stessa Sottomarina con un servizio di autocorriera: una strada stretta, non priva di avvallamenti e di curve pericolose, anche se protette o opportunamente segnalate, ma che non permette agevoli incroci tra i mezzi pesanti (per i quali il percorso dovrebbe per lo meno essere regolamentato). Tenendo presente che anche in caso di incrocio con una corriera di linea al conducente di un’auto è consigliabile spostarsi al limite del ciglio stradale alla sua destra e di sostare lasciando libero il passaggio all’autobus per evitare una possibile collisione. Un accorgimento questo non certo piacevole e auspicabile per i conducenti degli automezzi quando si verifica per giunta di sera, con la nebbia o magari con la neve o la strada ghiacciata. Un’arteria anche questa che andrebbe opportunamente allargata dal lato della campagna con l’intervento necessario della Provincia per evitare sempre possibili incidenti di sorta… data la precaria situazione della viabilità. 

Ro. Fe.