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Vecchi e nuovi benefici della lettura

COSTUME E SOCIETA’

Ciò che è risaputo e le nuove scoperte. Leggere per credere

Svolgendo indagini in fatto di lettura si continua a trovare conferma di percentuali negative. Si legge poco e male: nel corso del 2017, considerando la popolazione dai 6 anni in su, solo 41 italiani su 100 hanno letto almeno un libro per motivi non scolastici e non professionali. 14 su 100 ne hanno letto uno al mese. Senza disquisire sui gusti, sui generi e sul numero di pagine dei volumi prescelti dai più, non vale la pena neppure di tirare in ballo la qualità che conta più della quantità, dato che, considerata la situazione, anche un romanzetto di terza categoria farebbe comunque testo e sarebbe se non altro un buon esercizio di concentrazione. Chi non legge lo fa perché, semplicemente, non lo trova utile o divertente o rilassante, perché non trova il tempo, perché spunta sempre qualcosa di più urgente da fare, perché la lista degli impegni quotidiani si allunga in continuazione, anche oltre le 24 ore. Qualcuno vorrebbe ritagliarsi una fettina di tempo libero per una buona lettura, ma il tempo libero finisce sempre per equivalere allo svolgere tutto quello che non è compreso nel lavoro d’ufficio e di casa, quindi commissioni e impegni sempre rimandati. Tutto questo può corrispondere al vero ed essere condivisibile, ma quando si sbandiera la convinzione di essere dediti alla lettura perché si passano le ore a leggere i blog c’è chi sente il dovere di aggiornare il mondo dei lettori, degli aspiranti tali e degli schizzinosi riguardo i benefici del trascorrere del tempo in compagnia di un volume. Leggere rilassa, e fin qui non ci piove. Leggere apre la mente, come dicono negli spot da pubblicità progresso, leggere stimola la concentrazione e il senso critico. Leggere può anche aiutare a capire meglio la società e gli altri. Se non fosse sufficiente, leggere fa campare più a lungo. Lo rivelano gli studiosi dell’Università del Michigan, dimostrando, prove e dati alla mano, che coloro che si sono dedicati alla lettura per mezzora ogni giorno hanno vissuto in media 24 mesi in più rispetto ai coetanei allergici ai libri. La durata dell’esercizio quotidiano è alla portata di tutti, considerato che la mezzora in questione non deve essere necessariamente continuativa, va bene anche spezzarla nel corso della giornata. Peccato per la durata in termini di periodo: l’impegno deve essere costante per almeno 12 anni. Inoltre l’oggetto della lettura è un fattore fondamentale per la buona riuscita: le pagine social, i tweet, i papiri di commenti e insulti all’ultima foto della conduttrice tv più bersagliata del momento non fanno testo, come era facile intuire. La narrativa e la poesia sono le più efficaci, bene anche la saggistica, abbastanza i giornali. La notizia, con gli ultimi aggiornamenti, magari riuscirà a far guadagnare qualche adepto in più alla combriccola dei lettori. Se servisse un ulteriore incentivo, altre ricerche in tema dimostrano che leggere riduce la stanchezza mentale e lo stress, regola la pressione sanguigna e la frequenza cardiaca, stimola il benessere emotivo rendendoci più empatici e propensi a ragionare per trovare soluzioni ai problemi. Aiuta a diminuire il flusso di sensazioni negative e l’ansia, stimola il ragionamento e l’apprendimento e apporta enormi benefici alla proprietà di linguaggio. Chi legge vive più sereno, ragiona meglio e parla in modo più fluente. Chi non si è ancora convinto deve essersi distratto durante la lettura.

 Rosmeri Marcato