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Donne nel mondo della pesca

SCARDOVARI

Utile incontro sull’efficace ruolo femminile nel settore

Nella sala conferenze della cooperativa Delta Padano di Scardovari si è svolto un incontro formativo nel calendario “Marzo Rosa”, riferito al mese della donna. Il titolo è stato “Il vecchio e il nuovo mondo della pesca femminile. Vite di donne a confronto: come sono cambiati il lavoro e la tutela femminile negli ultimi 50 anni”. Sono intervenuti il presidente della cooperativa Delta Padano, Paolo Mancin; il presidente del consorzio dei pescatori, Luigino Marchesini; il sindaco Roberto Pizzoli; l’assessore alla pesca Tania Bertaggia; l’assessore alle pari opportunità Federico Vendemmiati e la dirigente del settore pesca della Provincia di Rovigo, Maria Votta Gravina. Tra il pubblico formato da quasi tutte donne pescatrici, erano presenti il vice sindaco Silvana Mantovani; le consigliere comunali di maggioranza Giorgia Marchesini e Jessica Finotti; e di minoranza Silvia Siviero. Inoltre il vice presidente della cooperativa Delta Padano Mattia Bonandin. Ha aperto la mattinata il presidente Mancin  che ha detto che nella cooperativa dove lui opera fanno parte 360 pescatori dei quali 170 sono donne. Il primo cittadino ha portato i saluti dal Comune, dalla Provincia, e dal Flag Cag Chioggia e Delta del Po di cui è presidente. E ha detto che nel piano di azioni del Flag Cag c’è la proposta di avviare un progetto di cooperazione interregionale e transnazionale sul tema “donne nella pesca”. “Le figure coinvolte nella pesca sono un terzo femminili – ha spiegato – e contribuiscono ufficiosamente e in modo determinante alla gestione delle imprese della pesca. Sono presenti a bordo delle imbarcazioni, si occupano della raccolta del prodotto e svolgono tante mansioni. Per questo, l’obiettivo del progetto è di garantire pari opportunità nei settori della pesca e dall’acquacoltura e riconoscere l’alto valore aggiunto apportato dalla figura femminile. Grazie anche alla loro capacità di portare soluzioni innovative in diversi campi”. L’assessore Bertaggia ha parlato della tutela del lavoro femminile e dell’uguaglianza davanti alla legge. E’ emerso che i ruoli apicali sono spesso maschili e quasi mai femminili e che quindi c’è disuguaglianza. Ma che, nel mondo della pesca, in particolare a Porto Tolle, sono quasi 20 anni che c’è un regolamento che tutela le donne nel periodo della maternità. Cioè da quando scoprono di essere incinte a quando nasce il bambino e fino a quando il figlio compie 6 anni, le donne devono astenersi dall’attività della raccolta dei molluschi e possono delegare altre persone a svolgere questa attività, senza perdere le quote. Parlando poi dei ruoli apicali, si è fatto notare che tutte le 14 cooperative del consorzio sono presiedute da uomini. Il presidente Luigino Marchesini, ha precisato che nella sua cooperativa, la Polesine Camerini, nel consiglio di amministrazione c’è stata la pescatrice Sona Mancin;  e ora c’è Michela Gabrielli. Paolo Mancin ha replicato che nel suo cda c’è Alice Avanzo e che quindi le donne sono sempre prese in considerazione. “Tre anni fa ho chiesto alle donne di entrare nel cda ma non sono state votate – ha raccontato – Infatti hanno dato il loro voto solo 80 di loro e le altre 100 dove erano? Mi rendo conto che è un impegno”. Qualcuna dal pubblico ha detto ad alta voce che non sono state elette perché qualche uomo ha detto loro di andare a lavare i piatti. Maria Votta Gravina ha concluso dicendo che la provincia lavora molto sulla tutela della pesca e che le licenze sono circa 1989 di cui 786 di donne. Paolo Mancin ha precisato che solo a Porto Tolle ci sono le donne pescatrici e che a Goro non esistono. 

Barbara Braghin