//200 anni de “L’infinito”
Maderna-Assisi

200 anni de “L’infinito”

SANT’ANNA. Scuola secondaria “B. Maderna”

Gita bella e interessante a Loreto-Recanati-Assisi

“Desidero raccontare con entusiasmo i due giorni trascorsi a Recanati e Assisi. Lo scorso 20 marzo siamo partiti per questa nuova avventura consapevoli che sarebbe stata l’ultima con compagni e professori. La prima tappa è stata al santuario di Loreto, una grande chiesa dove all’interno si trova la Santa Casa, le vecchie pietre dell’abitazione di Maria a Nazaret. Le ho toccate con le mani e mi sono emozionata; è un luogo molto sacro e si percepisce la sua spiritualità. Al termine della visita, siamo partiti per Recanati. Qui abbiamo visitato la chiesa di Santa Maria di Montemorello, frequentata da Giacomo Leopardi in giovane età. Subito dopo abbiamo pranzato presso le cantine storiche della casa del poeta. Eravamo affamati come lupi! Nel primo pomeriggio abbiamo fatto visita alla biblioteca di Leopardi e qui il mio stupore è stato talmente grande che quasi mi è mancata l’aria. Un’infinità di volumi rivestivano le pareti di ben sei stanze, come fossero i veri padroni di casa. Un qualcosa di inspiegabile e unico: mille pensieri e domande mi sono balenate nella mente a cui ho faticato a dare una risposta. Ma come avrà fatto e quanto studio avrà dedicato il poeta a quelle “sudate carte”? Mai e poi mai avrei immaginato di vedere una cosa simile. Ero incredula e basita! La gentilissima signora Emanuela, la nostra guida, ci ha ricordato che dalla finestra della biblioteca Leopardi ammirava Silvia mentre tesseva. Con una passione indescrivibile ci ha reso partecipi della quotidianità dello scrittore, citando sovente dei versi di alcuni suoi componimenti. D’altro canto Leopardi è stato un poeta profondo, immenso e a mio avviso unico al mondo. Ho osservato con attenzione la sua scrivania, i suoi manoscritti, persino una sua verifica nel dettaglio. Era un giovane piuttosto minuto, ma il potere della sua mente spaziava oltre ogni immaginazione. Poco dopo ci siamo incamminati per andare a vedere “l’ermo colle”, posto molto caro al Leopardi, dove si recava spesso per ammirare l’infinito. In questo luogo ci siamo riuniti e tutti insieme abbiamo recitato “L’infinito” con grande entusiasmo. Mi sono commossa e avevo la pelle d’oca; per la prima volta mi sono immedesimata nello scrittore e ho potuto contemplare il paesaggio con i suoi stessi occhi. Quel paesaggio emanava la quiete, la serenità e la pace. Ricordo di aver inviato una foto di quel posto a mia mamma senza scrivere nulla e lei mi ha risposto: “L’infinito”. So di avere emozionato pure lei. Quel luogo era davvero magico! Il nostro viaggio è poi proseguito per un’altra fantastica meta: Assisi. Qui abbiamo osservato la basilica di Santa Maria degli Angeli, la chiesa in cui san Francesco ricevette l’indulgenza per i suoi amici. Esternamente, nella parte superiore della facciata, abbiamo ammirato in tutto il suo splendore la statua di Maria, che illuminata dai raggi del sole emanava una luce e un’energia profonde. All’interno c’era la Porziuncola, una piccola ma graziosa chiesetta dedicata a Maria. Qui ebbe inizio la “compagnia” di Francesco con i suoi frati e nacque la regola francescana. Ho apprezzato molto vedere una statua di San Francesco ma lo stupore più grande è stato osservare che era circondata da tortore bianche che sembravano comunicare con lui. Successivamente ci siamo recati in albergo e sistemati. Terminata la cena ci siamo incamminati verso il centro di Assisi. Faceva freddo e c’era un forte vento, ma questo non ci ha impedito di volgere lo sguardo verso la Basilica di San Francesco. Era tutta illuminata e, sorvegliata dalle guardie, emanava una luce quasi “divina”. A mio avviso un paesaggio scenografico! Rientrati in albergo, ho cercato di riposare ma ho rimuginato tutta la notte. Finalmente il mattino seguente ci ha dato un dolce risveglio la nostra professoressa. In un batter di baleno ci siamo alzate, preparate, pronte per la nuova destinazione. Eccoci nella basilica di San Francesco e qui il prof. ci ha consegnato un auricolare e ci ha fatto da guida. Entrati nella Basilica Inferiore, spettacolari sono state le decorazioni pittoriche che si trovano nella navata centrale, come la passione di Cristo e la vita di San Francesco. Diversi sono stati i maestri di questi dipinti, tra cui Giotto, Cimabue, Lorenzetti. La Basilica Superiore è molto luminosa, anch’essa decorata con preziosi dipinti, fra cui ventotto riquadri che raccontano la vita del santo. Due dipinti mi sono rimasti impressi: San Francesco in città mentre si spoglia per sposare la povertà mentre suo padre cerca di colpirlo, ma viene trattenuto da un uomo; nell’altro invece il Santo sostiene con la spalla la basilica che sta per crollare. Inoltre, ho scrutato le sue reliquie e sono scesa nella cripta dove c’è la sua tomba, un luogo di culto sacro che mi ha incantata. Poi ci siamo recati ad ammirare la Basilica di Santa Chiara, di spettacolare bellezza. All’interno, nella cripta, si trovano le spoglie della Santa. Salita in pullman, un’ora dopo mi sono trovata a Gubbio. Durante il viaggio, rammento, mi sono addormentata e ho perfino sognato! Abbiamo visitato la cittadina e poi, risaliti in pullman, abbiamo preso la strada del ritorno. Siamo arrivati a casa stanchi ma gioiosi. In questi due giorni mi sono divertita, emozionata e confrontata con diverse realtà, ho condiviso esperienze con i miei compagni e professori in un clima di familiarità. Non sono mancati sorrisi, battute e il “volersi bene”. Eh sì, perché, oltre a conservare il bagaglio di cultura che ho appreso in questi giorni, porterò nel cuore il bene che a tutti voglio. Forse lo scopo di questa gita era risvegliare il cuore di tutti noi (ed è stato raggiunto) prendendo esempio da Leopardi e da San Francesco, dalla loro umiltà e umanità. Ringrazio tutti i professori che ci hanno accompagnati e che hanno avuto fiducia in noi. Questa gita ha colpito nel cuore!

 Giorgia, 3ªD