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Favorire nuove opportunità

MONDO DELLA PESCA

Meeting organizzato dal Consorzio Distretto ittico di Rovigo e Chioggia

“L’Italia è il secondo paese, dopo la Spagna, per il consumo di pesce, passato in pochi anni da 17 a 24 chilogrammi pro-capite” ha detto Massimo Barbin, presidente del Consorzio Distretto Ittico di Rovigo e Chioggia. “Composto da oltre 3.000 aziende con 8.000 addetti e una movimentazione di ben 800 milioni di fatturato (il 14% dell’intera filiera ittica nazionale), la forza del nostro distretto è quella di riuscire a coprire l’intera filiera, una filiera in cui il prodotto, sia fresco, che lavorato, si coltiva, si pesca, si trasforma, si commercializza e si invia al cliente. I Paesi che abbiamo coinvolto quest’anno rappresentano un’ottima opportunità di sviluppo commerciale per il comparto ittico locale, in quanto si tratta di Paesi per la maggior parte senza il mare, con un’economia in forte crescita”. “Queste sono state giornate intense e positive – ha concluso il giorno dopo Massimo Barbin –; ieri abbiamo messo in dialogo il mondo accademico e della ricerca con il mondo dell’impresa; mentre oggi abbiamo riscontrato la soddisfazione sia dei buyer che delle nostre imprese. Queste sono occasioni importanti che vengono messe a disposizione di chi vuole investire nell’internazionalizzazione della propria attività. Di certo riproporremo l’iniziativa anche il prossimo anno”. Due giorni di lavoro, giovedì 11 e venerdì 12 aprile a Palazzo Grassi a Chioggia; tema del giovedì: “A bordo dell’innovazione verso l’ittico del futuro”. “Imprese, Enti e Centri di Ricerca si confrontano e ‘incoming’ degli operatori stranieri”, il secondo giorno. Al meeting, organizzato dal Consorzio Distretto ittico di Rovigo e Chioggia, con il sostegno diretto della Camera di Commercio di Venezia Rovigo, in collaborazione con il Nuovo Centro Estero Veneto e con il patrocinio della Città di Chioggia, erano presenti i sindaci di Chioggia e Porto Tolle, la giunta chioggiotta, enti e centri di ricerca e operatori del settore, 16 dei quali provenienti dall’estero e semplici cittadini. Come focus, lo sviluppo del settore, che ciascuno dei soggetti è in grado di porre in essere attraverso le attività di studio, ricerca, innovazione, lobby, ecc. Tutto per favorire nuove opportunità di business tra le aziende del Distretto Ittico di Rovigo e Chioggia e 16 buyers di importanti aziende provenienti da Bulgaria, Repubblica Ceca, Svizzera, Serbia e Belgio. L’iniziativa è stata voluta non solo per favorire nuovi rapporti commerciali con i mercati esteri più interessanti, ma anche per dare visibilità al territorio costiero della provincia di Rovigo e di Chioggia, con la possibilità di ricadute anche in altri settori quali il turismo. “Occasioni come queste sono importanti per promuovere l’eccellenza del nostro territorio. Tra Chioggia e Rovigo esiste un distretto all’avanguardia che unisce il settore primario della pesca con il mondo della trasformazione, per valorizzare al meglio le qualità del nostro pesce – ha detto tra l’altro l’assessore alla Pesca e alle Politiche Comunitarie Daniele Stecco –. Questa iniziativa è una vetrina internazionale che permette ai nostri operatori di individuare nuovi sbocchi di mercato e rafforzare l’intera filiera produttiva”. Il Distretto Ittico di Rovigo e Chioggia, istituito formalmente dalla Regione Veneto nell’aprile del 2003, nasce come naturale evoluzione di una realtà vitale e forte, ormai secolare, nell’area del Delta del Po; un’area nella quale i sistemi produttivi si integrano perfettamente con le tradizioni e le vocazioni del luogo, con l’ambiente e la natura. Annovera al suo interno le imprese che insistono sui territori comunali di Chioggia, Ariano Polesine, Loreo, Porto Tolle, Rosolina, Taglio di Po, Porto Viro, imprese che operano nei settori della pesca/allevamento, della conservazione e commercio, e della trasformazione di pesce, crostacei e molluschi e coinvolgono tutta la filiera produttiva in un territorio circoscritto e tutelato, come ad esempio le Valli del Delta del Po e la Laguna Sud di Venezia. Qualità dell’ambiente, qualità del prodotto e qualità della produzione, i tre obiettivi principali legati tra loro in modo indissolubile, perché l’elevata qualità del prodotto e la sua eccellenza sono imprescindibili alla qualità dell’ambiente, che deve essere protetta e difesa perché possa ancora garantire un prodotto ittico sano e naturale, pescato, allevato, scelto, lavorato e commercializzato da aziende specializzate, all’altezza del compito. Perché non va dimenticato che l’eccellenza produttiva è pure il riflesso delle tecnologie di lavorazione, dell’impiantistica, che devono essere all’avanguardia, e anche della professionalità degli operatori, culturalmente legati al territorio. “Il contesto di Palazzo Grassi è stato meraviglioso e ringrazio l’Università di Padova e il dipartimento di Biologia marina che qui ha sede per l’accoglienza – ha commentato il Sindaco Alessandro Ferro –. Spero che gli operatori abbiano avuto modo di aumentare i propri spazi commerciali, ma anche di apprezzare le bellezze e le tipicità di Chioggia”. “Siamo soddisfatti dell’esperienza – ha aggiunto l’assessore alla Pesca Daniele Stecco –. Chioggia ha mostrato il meglio di sé per quanto riguarda l’accoglienza e la realtà del comparto ittico. Sicuramente questi sono eventi che portano risvolti positivi e creano delle situazioni economiche interessanti. Rinnoviamo la nostra disponibilità ad accogliere la terza edizione, che si terrà nel 2020».

R.D.