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L’uomo come “valore assoluto”

Festa della Liberazione a Taglio di Po

“C’è bisogno di risorgere! Penso proprio si coniughino bene le feste di Pasqua con la festa del 25 Aprile perché ambedue ci ricordano che l’uomo è il valore assoluto”. Con queste parole il parroco, frate Maurizio Vanti, ha iniziato la celebrazione della Messa nella chiesa parrocchiale di San Francesco d’Assisi di Taglio di Po centro dove, in corteo, con in testa la banda cittadina “G. Verdi” diretta dal maestro Mario Marafante, sono confluite le autorità, le rappresentanze dei corpi militari dei Bersaglieri, Marinai e degli Alpini, dell’Avis e dell’Aido e tanti tagliolesi. Con il sindaco Francesco Siviero, c’erano gli assessori Alberto Fioravanti, Veronica Pasetto e Davide Marangoni, i consiglieri Patrizia Duò, Sara Ruzza, Enrico Duò e Silvia Ricchi, i comandanti dei Carabinieri Giuseppe Attisani e della Polizia locale Maurizio Finessi, il coordinatore della Protezione civile Ivano Domenicale con diversi volontari e, come sempre, il generale americano Richar Tabor, da diversi anni residente a Taglio di Po. La Messa, presieduta da frate Maurizio, è stata una celebrazione molto semplice, addirittura senza la solita animazione musicale-corale e questo particolare ha destato anche un po’ di meraviglia. All’omelia frate Maurizio ha nuovamente sottolineato il valore della libertà e della democrazia e il sacrificio di tanti giovani nei vari conflitti militari in Italia e nel mondo. Poi, con il suono del “Silenzio”, eseguito dal trombettista Stefano Bovolenta, e la resa “Onore ai Caduti” del maresciallo Attisani, sono state deposte delle corone di alloro al Monumento-Asilo di via Dante, al Monumento ai Caduti di tutte le guerre e alla lapide dell’eroe di guerra Gesù Crepaldi sulla facciata del Municipio, in piazza IV Novembre. Sul palchetto davanti al Municipio il sindaco Siviero ha pronunciato il discorso commemorativo. Ha esordito ricordando il combattente e reduce Luigi Schibola, salutato con un lungo applauso, che qualche mese fa, all’età di 94 anni, ci ha lasciati con il dolore nel cuore.  “La celebrazione del 25 Aprile così come il IV Novembre – ha continuato il sindaco – servono a ricordare la storia della nostra Nazione e, forse, ci dimentichiamo che godiamo di quella libertà conquistata dopo tante lotte per l’indipendenza, la I e la II guerra mondiale. Oltre al gonfalone del Comune, che ci ricorda la nostra storia paesana e che siamo comunità, abbiamo tre bandiere: quella del Veneto, quella dell’Italia e quella dell’Europa che gelosamente dobbiamo custodire, tutelare ed essere fieri di ritrovarci in esse rappresentati. Il passato – ha concluso il sindaco Siviero – non è divisivo ma serve per il futuro, per rinfrescare il passato, sacrificandosi nel bene e nel male; dobbiamo ricordarci che, quando queste bandiere sono consumate dal vento e dalla pioggia, abbiamo il dovere di sostituirle perché servono a continuare a ricordarci chi siamo e dove vogliamo andare”. 

   G. Dian