//La Tv e chi la elimina

La Tv e chi la elimina

È l’unica scatola che se si rompe sono pianti, invece che guai, la sola di cui nessunom (o quasi…) sembra più riuscire a fare a meno, dove molti vorrebbero entrare anche solo per una manciata di minuti, quella capace di contenere di tutto senza scoppiare. La tv è tutto questo e molto altro. Per qualcuno il suo storico arrivo ha dato un senso alle serate in casa, per altri ha rovinato l’armonia familiare e imbambolato i più piccoli giocandosela oggi alla pari, anzi, talvolta perdendo contro tablet e smartphone. C’è chi la accende anche solo per avere un po’ di compagnia, chi si segna gli appuntamenti da non perdere e all’ora stabilita si mette comodo, spegne il telefono e almeno per 45 minuti, tempo minimo di durata di un episodio di serie tv, non c’è per nessuno. Quando la si cambia si punta sempre al modello più grande e, passo passo, si arriverà alle misure del cinema, salotto permettendo. Si paga di più per avere le esclusive, oppure si aspetta con pazienza, incendiando con lo sguardo chi accenna al seguito, ma se la curiosità si fa presente c’è il web che può rivelare tutto e offrire le scene più salienti. Proprio Internet costituisce ormai la principale minaccia per le reti televisive, una concorrenza sempre più forte, fruibile anche da smartphone e tablet. Scomodo il formato, ma perfetto nell’offerta perché disponibile sempre. E se già a maggio qualcuno si prende per tempo raccomandando alle reti di non propinare repliche per tutta l’estate, capita anche di scoprire che in Italia ci sono due milioni di persone che hanno scelto di vivere senza tv. Per chi ci crede, senza pensare che sia un semplice stratagemma per non pagare il canone, salvo poi seguire tutto su altri dispositivi, l’assenza del catalizzatore d’attenzione quotidiano si rivela utile per rinsaldare i legami familiari attraverso la comunicazione che si era smarrita, inoltre lascia più spazio alle buone letture, fa risparmiare, ivi compresi canone e tv a pagamento perché l’energia elettrica è poca cosa, riduce lo stress visivo e stimola la funzionalità della mente abituata ad assistere in modo passivo ad almeno quattro ore giornaliere di programmazione. Detto questo condannare il mezzo televisivo sarebbe folle, basta solo regolarsi ed usarlo con parsimonia. Ed era proprio questo il problema di chi ha deciso di eliminarlo. La teledipendenza era arrivata ai limiti, anche per i bimbi più piccoli, così si è deciso di tentare la scelta drastica, tutto d’un colpo oppure graduale, ma gli effetti sono stati positivi e i bambini non hanno certo rinunciato ai cartoni animati. Centellinati sul tablet, così come il resto: il telegiornale, qualche telefilm, una manciata di film e stop. Niente ore e ore sul divano a fagocitare di tutto attraverso lo zapping compulsivo. Ci sarà chi storcerà il naso ma tranquilli, la tv, nel bene e nel male, si mantiene sempre e costantemente presente nelle case degli Italiani. Due milioni di persone, 700.000 famiglie, sono una percentuale minima che non sembra destinata a crescere esponenzialmente. Secondo il rapporto Auditel-Censis del 2018 il 97,1% delle famiglie possiede almeno un televisore, con oltre 43 milioni di apparecchi totali. Singolare un altro dato: solo il 19,3% delle famiglie dispone di almeno un televisore connesso al web, confermando che gli aggiornamenti tecnologici da noi non sono poi così indispensabili. Comunque, con o senza l’apporto di Internet, la tv continuerà sempre a far compagnia, scatenare discussioni, dividere, aggregare, regalare buoni e cattivi esempi. Fa parte della società, ne è specchio e, se non altro per questo, è un errore escluderla.
Rosmeri Marcato