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Incertezza sul rinnovo

Diritti di pesca esclusivi

Una tegola non indifferente sul capo dei pescatori che da una situazione che lo stesso Sindaco Pizzoli ha giudicato positiva ringraziando il presidente della provincia Dall’Ara. Ci riferiamo ai diritti esclusivi di pesca nelle lagune deltine che da sempre la Provincia in convenzione trasferiva al Consorzio cooperative pescatori del Polesine – organizzazione di produttori per lo sfruttamento dei banchi di molluschi esistenti allo stato naturale nelle acque marittime interne ove la Provincia detiene i diritti esclusivi di pesca. Tale convenzione era scaduta lo scorso 31 dicembre 2018. Il consiglio provinciale aveva provveduto ad alcuni rinvii per il rinnovo, arrivando poi nella seduta del 15 maggio all’approvazione del provvedimento che fa lavorare circa 1500 pescatori in un territorio dove insistono ben 14 cooperative confluite tutte nel Consorzio pescatori con sede in Sc ardovari, con scadenza al 30 settembre 2021. Cos’è successo nel frattempo? 

A spiegare il fatto è stata una nota dello stesso presidente Dall’Ara:”Vista la nota dello studio legale avv. Roberto Anselmi datata 18 maggio 2019, con la quale, in nome e per conto dell’Agenzia Delta Po Immobiliare srl con sede in Porto Tolle, in persona del suo legale rappresentante, quale soggetto titolare di legittimo interesse e fatti salvi i suoi diritti di proprietà su parte dell’area sulla quale la Provincia detiene i diritti esclusivi di pesca. L’avvocato chiede che la concessione di detti diritti non venga ulteriormente prorogate nè riaffidata al Consorzio in via diretta essendo imprescindibile che l’amministrazione espleti una procedura di pubblico incanto e previa pubblicazione di un avviso d’asta”. In termini più semplici, la Provincia è stata diffidata ufficialmente dal procedere con la concessione.

Fin quì la cronaca dei fatti mentre il Presidente Dall’Ara acquisito gli atti la nota legale, ha subito riconvocato il consiglio provinciale per mercoledì 29/5 per procedere alla revoca della precedente delibera e di proporne un’altra che vedrà la convenzione precedente prorogata fino alla fine dell’anno.

Di fonte a questi fatti c’è molto dispiacere e preoccupazione tra i pescatori. Una storia quella delle concessioni che ha reso il territorio forte per questa attività con un valore di persone che lavorano di circa 1500 persone e con  un volume d’affari di oltre 50 milioni di euro, con oltre 40 lavoratori dipendenti. Vedere questi fatti mostrano nello stesso tempo la grande fragilità del provvedimento e nello stesso tempo si guarda al futuro con tutto quanto potrà accadere all’indomani delle novità che il provvedimento provinciale ha aperto. Secondo lo studio che ha evidenziato la questione o meglio una battaglia che ha perso in precedenza ma che ora viene rivendicato per chiedere alla Provincia che è illegale , per diritti acquisiti, dare in concessione le aree interessate alla pesca delle vongole e dei mitili sul territorio deltino quando diventa più legale fare un bando pubblico a cui tutti gli interessati potranno partecipare. In sostanza lo studio mette in dubbio il modo con cui la Provincia faceva l’assegnazione della concessione per il semplice motivo che la tipologia del lavoro è la pesca e che i soggetti della concessione sono pescatori. E allora perchè il privato si vede penalizzato quando sa che comunque anche se si farà il bando, l’assegnazione sarà ridata al Consorzio dei pescatori del Polesine. Riteniamo comunque che il ricorso dello studio Anselmi vuole aprire il caso per dare la possibilità ad altri con gli stessi requisiti che ha il Consorzio di pescatori di Scardovari. Ecco il problema che è molto grave che non sarà chiarito in tempi brevi considerando le lungaggini della giustizia a meno che qualche Tar intervenga e allora la situazione potrebbe avere dei risultati in minor tempo. Certo è che per i 1500 pescatori non vi è cassa integrazione o altri aspetti sociali. La stessa economia, forse la più importante del territorio, perderà un valore aggiunto, dopo la chiusura della Centrale Enel di Polesine Camerini. Solo l’agricoltura e un pò di turismo non soddisferà certamente l’economia di Porto Tolle e di altri Comuni vicini. Chiudiamo con  una dichiarazione del Sindaco all’indomani di quanto è successo:”E’ stata una doccia fredda, un fulmine a ciel sereno. Non voglio nemmeno immaginare alla possibilità che la raccolta di vongole e cozze nelle lagune di Porto Tolle possa essere fatta da chi non è del territorio. Sul piano legale ci si deve attenere ai fatti e cioè che la legittimità di un bando aperto a tutti per ottenere la concessione dei diritti di pesca nelle acque interne di Porto Tolle non è in discussione, abbiamo già fatto le nostre verifiche. L’auspicio è che il Consorzio pescatori possa continuare a fare quello che fa da decenni e quindi gestire la pesca dei molluschi”. A ruota l’assessore alla pesca Tania Bertaggia  che si auspica che il nuovo bando allunghi la durata temporale della con cessione per dare modo di impostare programmi e investimenti. Una situazione comunque delicata e pericolosa che nessuno conosce gli esiti finali. Ed è per questo che i pescatori vedono i fatti molto pericolosi con alcune preoccupazioni anche dal punto di vista dell’ordine pubblico. Per questi motivi tutto è stato comunicato, secondo quanto gli stessi dirigenti consortili e di cooperative fanno filtrare, alla Prefettura. Nel prossimo numero quanto sarà emerso nel consiglio provinciale e magari con qualche altro incontro sul territorio, commissione pesca compresa.   

L.Zanetti – N.S.