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Una tragedia sfiorata

DALLA GIUDECCA A …CHIOGGIA

Grandi navi a Venezia, un incidente che fa pensare e …temere!

Tragedia sfiorata a Venezia, il 2 giugno, Festa della Repubblica. Una ipertecnologica nave da crociera, condotta da un pool di coscienziosi e preparatissimi specialisti, di certo molto più attenti del solito, visto il luogo assolutamente unico dove stavano transitando e data la consapevolezza del forte livello di attenzione internazionale attivo sul tema “grandi navi a Venezia”, senza preavviso alcuno, è andata a sbattere contro la banchina di ormeggio del terminal di VTP alla Giudecca, travolgendo poi un lancione già pieno di turisti in partenza. Fortuna che nessuno si è fatto male, se non cinque persone che hanno riportato (a quanto si legge) lievi ferite. Cos’è successo? Un motore è andato in avaria, impedendo le corrette manovre di attracco, rendendo impotenti gli sforzi dei due rimorchiatori di appoggio, e quelli del personale tutto della nave. Del resto, fermare un gigante di quasi 70.000 tonnellate non è un’impresa da poco. E chi ha potuto visionare i moltissimi video immediatamente postati in rete se ne è ben reso conto. Come ha commentato il sindaco Brugnaro, immediatamente accorso di persona: “è andata bene così oggi… però…”. Politicamente questo evento gli ha fornito un assist formidabile per risolvere (se non ora mai più) il problema delle grandi navi a Venezia. Il mondo intero, indignato per la tragedia sfiorata, gli ha fatto immediatamente eco: tutti, dal 2 giugno 2019, sono (o a causa dell’evento lo sono diventati) contrari alle grandi navi a Venezia. A questo punto, però, se siamo tra persone intelligenti, una domanda bisogna per forza porsela. È necessario che ci scappi il morto, o quasi, per capire ciò che a tutti – adesso – pare ovvio? Validissime ragioni economiche spingono navi sempre più grandi e sempre più piene di turisti verso Venezia, la quale, con rinnovato vigore, rivendica il suo ruolo di hub portuale per l’Europa meridionale. La Serenissima, giustamente, si rende conto che il traffico crocieristico arricchirà il suo territorio e i suoi abitanti. È giusto quindi che faccia tutti gli sforzi possibili per proteggere questi flussi, gestendoli al meglio, in un contesto di assoluto rispetto della Città antica e della Laguna meravigliosa che l’avvolge. Per questo Brugnaro, ben facendo il suo mestiere, non perde tempo, rilancia e a gran voce ribadisce: “Attendiamo l’apertura immediata del Vittorio Emanuele”. Bravo sindaco, fai bene a tutelare la tua città, i tuoi cittadini ed i loro affari. Spostiamoci ora di pochi chilometri ed andiamo a Chioggia, la piccola Venezia, perla fulgente della Laguna. Chioggia è stata sfregiata dalla realizzazione di un impianto di GPL di mc 9.000 realizzato nel cuore della Città. Contrariamente a Venezia i suoi cittadini non trarranno alcun beneficio dal transito delle navi gasiere (ad oggi non autorizzato e, a quanto pare, nemmeno autorizzabile) né da quello delle autobotti, che come bombe innescate, con regolare continuità, verrebbero ad incanalarsi quotidianamente nel traffico di una strada statale Romea già del suo pericolosissima e super trafficata. Chioggia e la sua gente dalla messa in funzione di questo impianto trarranno unicamente danni economici. Questo dato è il risultato dell’importante Convegno tenutosi pochi giorni fa, proprio a Chioggia, al quale hanno partecipato, insieme al dott. Musolino (Adsp), al DG di Vtp dott. Di Marco, al vicesindaco di Chioggia, tutte le categorie economiche del territorio, tutte assolutamente contrarie, insieme all’Amministrazione Comunale, all’impianto. Che dire poi dei danni ambientali, alla salute, alla serenità stessa delle persone? Il sindaco di Chioggia purtroppo, in caso di incidente, non potrebbe avere la stessa fortuna di Brugnaro, adoperandolo anch’egli come assist; in caso di incidente, purtroppo, per Chioggia… Game over. Con il GPL non si scherza! Dobbiamo quindi attendere che accada qualcosa di grave ad una gasiera, ad un’autobotte o all’impianto stesso per capire che quell’impianto non può rimanere nel cuore di una città? L’impianto deve essere delocalizzato altrove! Anche oggi, per quelli che sanno tutto, abbiamo avuto l’ennesima riprova, e non sarà l’ultima, che il rischio zero non esiste!

Riflettiamo su questo e difendiamo quindi la nostra Città ed il futuro nostro e dei nostri figli, con tutta la forza, il vigore e l’entusiasmo di chi è consapevole di agire per una giusta causa.

Carlo Albertini