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Diversi ma uguali

CAVARZERE

Scuola “Giovanni XXIII”, progetto di inclusione

Il tema dell’inclusione è ogni giorno più attuale. Risulta sempre più impellente la necessità di sensibilizzare i bambini su argomenti di rilievo come l’accettazione della diversità insita in se stessi e negli altri e la disponibilità all’aiuto dei compagni con difficoltà. Così come dicono chiaramente documenti come l’ICF, lo strumento elaborato dall’OMS per la “classificazione internazionale del funzionamento, della disabilità e della salute degli individui”, ognuno di noi per un periodo della propria esistenza può essere portatore di disabilità, per questo è fondamentale essere educati fin da piccoli a trattarle con rispetto e comprensione. Partendo da queste riflessioni le insegnanti della scuola primaria “Giovanni XXIII” di Cavarzere, da sempre molto attenta alle dinamiche inclusive, hanno proposto quest’anno il progetto “Diversi ma uguali”, qualcosa che puntasse specificatamente a far lavorare tutti i bimbi sui temi della diversità in modo ludico ma profondo. Le insegnanti di sostegno del plesso sono così entrate in tutte le aule a leggere agli alunni una delle più famose storie di resilienza, “Il pentolino di Antonino” di Isabelle Carrier, facendoli ridere, giocare e discutere con attività e domande studiate ad hoc. “A qualcuno di voi è mai occorso aiuto per potersi muovere?”, “Avete mai avuto bisogno di un sostegno in qualcosa in cui non ce la facevate da soli?” “Ora giochiamo: vediamo chi riesce a farsi capire dagli altri non potendosi esprimere a parole, come succede a certi bimbi con handicap gravi”: queste sono solo alcune delle frasi che le maestre hanno utilizzato per introdurre in modo giocoso tematiche delicate come l’aiuto al prossimo e l’empatia, la capacità di mettersi nei panni degli altri e di capirne sentimenti e criticità. “Viviamo un momento storico particolare, ci sono tante fragilità in molte famiglie, ed è indispensabile per noi insegnanti far riflettere i bambini sull’importanza di far sentire sempre il proprio vicino accolto e accettato per quello che è: progetti come questo diventano così un arricchimento per tutti” affermano le docenti, sicure che “fare scuola” sia anche e soprattutto insegnare ai bambini a vivere serenamente in una comunità che sostiene chi zoppica e al contempo incita chi già corre veloce. 

Laura Bertaglia