//Esperienza di volontariato
Penny-Wirton

Esperienza di volontariato

“SCUOLA PENNY WIRTON”. Lingua italiana per gli stranieri

Testimonianza concreta di un servizio, sostenuto anche da Caritas e Cavanis

Insegnare è il mestiere più bello del mondo, l’ho capito subito! L’incontro con gli alunni ogni volta mi riservava qualcosa di magico: sentivo i loro pensieri, avvertivo le loro piccole angosce, entravo insomma nelle loro vite e ogni giorno studiavo il modo per prenderli per mano e aiutarli, non ad evitare gli errori, ma a riconoscerli e a trarne insegnamento. Tutto questo ancora mi manca! Ma quest’anno è accaduto di nuovo, quel qualcosa di magico l’ho ritrovato! Ho deciso di partecipare all’attività di volontariato che propone la Penny Wirton, associazione che insegna l’italiano agli stranieri, e confesso che ci avevo visto soltanto la possibilità di dare una mano a chi, venuto da altre realtà, da altre culture, vuole sinceramente inserirsi nel nostro paese. Ho verificato alla fine che è stato molto di più. Ho iniziato solo a fine gennaio e il primo giorno mi è stata presentata quella che sarebbe stata la mia unica studentessa. Si trattava di una signora cecena, il viso tondo e un sorriso largo e accogliente. Potrei proprio dire che è stata lei la prima ad accogliermi, io ho “accolto” lei il mercoledì successivo, giorno di lezione, quando ho scoperto l’attesa e l’emozione che mi prendeva all’idea di incontrarla. Non sapevo come avrei potuto aiutarla, conosceva pochissime parole d’italiano ed io ho cominciato ad entrare nella sua testa con i gesti prima che con le parole. Ma erano i nostri occhi quelli che comunicavano e anche le mie mani che cercavano il veicolo migliore per arrivare a lei, anche solo toccando le sue, comunicandole così la mia voglia di essere con lei. Ho seguito all’inizio le sue necessità più urgenti. Immaginavo che volesse inserirsi nel mondo del lavoro e per questo ho privilegiato vocaboli che riguardavano la persona e i suoi bisogni, la casa e il suo arredo, lessico che potrebbe essere quello più urgente in un primo approccio. Sono poi passata ai primi elementi grammaticali, ma ogni volta tutto veniva utilizzato per rendere più comprensibili i suoi pensieri o almeno quelli che erano nelle sue intenzioni. Alla fine è stato l’arricchimento lessicale l’attività prevalente. Il nome, il verbo, l’aggettivo mi hanno permesso di veicolare il bello della nostra lingua, le sue sfumature e la capacità di aderire ad ogni nostra emozione. Potrebbe sembrare pretenzioso, ma proprio lei, la mia studentessa, mi ha sempre seguito e anzi sollecitato in questo percorso. Dopo un po’ di lezioni, si aggiungeva un’altra studentessa, una ucraina proveniente dalla Moldavia, e, poiché io prolungavo la lezione oltre l’orario, lei si sedeva con noi anche solo per ascoltare. Questa nuova studentessa già lavora, ma ha le stesse difficoltà della sua compagna. Tutte e due hanno bisogno di parole-attrezzi per muoversi in questa realtà nuova e lontana dalla loro vita precedente. Con loro il tempo passava veloce e diventava prezioso per la necessità che avevano di aumentare il loro bagaglio di parole e in questo io mi vedevo co-protagonista della loro nuova vita. Questa scelta e l’esperienza che ne è venuta ha dato a me molto più di quanto posso io aver dato loro. Ho risposto alle loro necessità, ma soprattutto sono stata coinvolta dalla loro voglia di imparare, dalla loro urgenza di capire. Queste due donne sono state come giovani allieve con davanti una vita da vivere, traguardi e successi da raggiungere, desiderose di intraprendere un percorso tutto nuovo, difficile, ma anche affascinante. Mi accorgevo della loro gioia ogni volta che conquistavano il vocabolo giusto ad esprimere un loro pensiero ed io in questo ero coinvolta. Ci sarà ancora molto da fare, ma le mie studentesse mi aspettano l’anno prossimo per riprendere una strada che ora percorriamo insieme. Ho ritrovato, insomma, quel mestiere magnifico che è l’insegnamento!

Tutto questo è stato possibile per me e per tanti altri volontari, grazie alla disponibilità dei padri Cavanis (CFP) e della Caritas dai quali abbiamo avuto locali ma anche sostegno. A tutti questi vanno i nostri ringraziamenti, sperando che possano continuare a sostenerci nelle nostre necessità future.

Fausta Mantovan

Associazione Penny Wirton di Chioggia