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Vincono i pescatori e …il prefetto

LA CONCESSIONE DURERA’ 15 ANNI

La notizia vera è arrivata e il Prefetto di Rovigo Maddalena De Luca è stata “di parola”: il parere richiesto all’Avvocatura dello Stato dopo le note vicende, è arrivato e dal dispositivo i pescatori potranno beneficiare di ben 15 anni di concessione e non più di 1, 2, 3, 4, 5….anni, non più rinnovi periodici che lasciavano sempre l’incertezza per il loro lavoro, ma un motivo in più per guardare al futuro con maggiore serenità. Prima dei ringraziamenti riteniamo utile ripercorrere quanto era successo all’indomani della proroga della concessione al Consorzio dei diritti esclusivi di pesca nelle lagune a 1500 pescatori di vongole e mitili da parte della Provincia. Un ricorso di un privato aveva messo in difficoltà il soggetto titolare delle concessioni cioè la Provincia che provvide con un’altra delibera a spostare fino a dicembre la vecchia concessione. Ma la testardaggine del Prefetto e i consigli presi all’Avvocatura dello Stato hanno fatto sì che venisse invocato, per il problema di cui si tratta, il comma 682 della legge di bilancio dello Stato 2019 dove è bene specificato che le concessioni demaniali per pesca e acquacoltura beneficiano della proroga di 15 anni. Il risultato di oggi – chiarisce molto bene Federcoopesca – “assume un significato enorme poiché, oltre a confermare la bontà dell’intuizione basata fin da subito sulla ferma convinzione che il nostro settore non potesse non beneficiare di tale proroga, fornisce alle Amministrazioni competenti sui territori la giusta chiave di lettura per dare automatica continuità quindicennale a tutte le concessioni in essere alla data del 1 gennaio 2019”.

Il parere dell’Avvocatura Generale dello Stato, notificato lunedì al Ministero delle Politiche agricole, oltre a dare stabilità a tutto il comparto polesano con le sue 14 cooperative riunite nel Consorzio pescatori del Polesine (una realtà che impegna oltre 1500 pescatori con oltre 60 milioni di euro di fatturato l’anno, la prima impresa in Europa quanto a produzione di molluschi, vongole e cozze), fornisce un chiaro indirizzo interpretativo a tutti gli amministratori pubblici che in questi mesi si sono dovuti confrontare con questa norma che da oggi darà stabilità ancora maggiore a tutte quelle imprese (centinaia in tutta Italia) che offrono prodotti ittici di qualità coniugando sviluppo economico, tutela del territorio e promozione turistica, cercando di dare vita a quella filiera del Made in Italy che il mondo cerca sempre di più. Ma sentiamo una breve dichiarazione di Paolo Tiozzo presidente di Federcoopesca: “Un altro tassello importante nella costruzione di un sistema di regole capace nel concreto di favorire l’acquacoltura italiana favorendo così la crescita economica di molte realtà italiane quotidianamente impegnate in una concorrenza commerciale durissima, sempre più di marca extra-Ue, non sempre in linea con gli standard di qualità che caratterizzano invece le produzioni del nostro Paese”. 

L. Zanetti