//L’alcolismo e le sue problematiche

L’alcolismo e le sue problematiche

L’alcol è considerata la più antica sostanza inebriante e coinvolgente, in uso da oltre diecimila anni. Nella nostra cultura sono presenti luoghi comuni come “il vino fa salute, fa buon sangue”. Le bevande alcoliche, in generale, ed il vino in particolare, hanno trovato grande utilizzo anche in campo medico; anche nella medicina araba il vino trova vari impieghi a scopo terapeutico. Le bevande alcoliche hanno avuto anche un importante ruolo nelle pratiche religiose di molti popoli. Ma anche l’uso smodato di alcol ha una lunga storia: fonti bibliche, egiziane e babilonesi riportano storie di abuso e dipendenza da esso. L’alcolismo, sindrome patologica costituita dalla dipendenza al consumo di alcol, diviene fenomeno di massa in Italia e negli altri paesi del Mediterraneo solo verso la fine dell’Ottocento. Appare difficile dare una valutazione globale dell’estensione attuale del fenomeno in Italia, anche perché una parte della patologia e dei problemi alcol correlati restano sottostimati. La popolazione generale, in base alle abitudini alcoliche, è classificata come: astemio: persona che non usa mai alcun alcolico; bevitore adeguato: persona che rispetta la corretta regola dell’igiene alimentare; bevitore inadeguato senza SDA (sindrome da dipendenza alcolica): persona scorretta, con abitudini alcoliche che sviluppa nel tempo le patologie alcol correlate; bevitore inadeguato con SDA: persona che ha sviluppato un legame di dipendenza con la sostanza alcolica.
L’alcolismo ha una maggiore prevalenza tra gli uomini, anche se negli ultimi decenni la percentuale di alcolisti di sesso femminile è aumentata.
La SDA è una malattia a molteplici fattori causali e sono state poste varie ipotesi eziopatogenetiche: ipotesi biologiche o fisiologiche: “tare biologiche”, fattori genetici che accentuano il rischio di sviluppare la dipendenza da alcol, diversi tra gruppi etnici; ipotesi comportamentali: risposta a stimoli o condizioni di stress e di difficoltà; ipotesi psicologiche: turbe psichiche border line (stato limite). Questi pazienti usano l’alcol come uno psicofarmaco auto prescritto, in grado di dare sollievo anche a disturbi psichici; ipotesi familiari: gravi traumi infantili, mancanza di sostegno da parte della famiglia e genitori alcolisti; ipotesi miste: con multifattorialità. L’alcolismo comporta una maggiore tolleranza e una dipendenza fisica all’alcol. Ciò colpisce la capacità dell’individuo a controllare il consumo e la sua capacità a smettere. L’abuso a lungo termine può causare una serie di patologie che possono, molto spesso, portare ad esito fatale: cirrosi epatica, pancreatite cronica, epilessia, polineuropatia, sindrome di Wernicke-Kosakoff, malattie cardiache, carenze nutrizionali e disfunzioni sessuali, tumori del cavo orale ed esofago. Si ha un aumento delle malattie cardiovascolari, danni al sistema nervoso centrale e periferico. Le donne presentano un tasso di mortalità superiore rispetto agli uomini per aumento del cancro al seno, danni al cervello, al cuore, al fegato, effetto negativo sulla capacità riproduttiva, sindrome alcolico fetale, menopausa precoce ed irregolarità nel ciclo mestruale.
Quando il consumo di alcol viene interrotto bruscamente, il sistema nervoso della persona soffre, per cui compaiono sintomi come delirium tremens, allucinazioni, attacchi epilettici, ansia, insonnia. I sintomi acuti da astinenza tendono a diminuire dopo una/tre settimane. Sintomi come ansia ed insonnia possono continuare anche per un anno.
La prevalenza di cirrosi epatica è stata considerata come uno degli indicatori indiretti più accurati del consumo di alcolici e del tasso di alcolismo nella popolazione. Da alcuni anni le abitudini di vita e comportamentali delle donne hanno subito molti cambiamenti, grazie anche ai movimenti di liberazione e ai mezzi di comunicazione che hanno dato ampio spazio ai problemi femminili. Come conseguenza di tali modifiche, anche le abitudini alcoliche hanno subito dei cambiamenti. Però la paura della stigmatizzazione sociale può portare le donne a negare di essere affette da una condizione medica e le può portare a bere in solitudine.
Un grave problema è l’aumento dell’alcolismo fra i giovani. Nella fascia di età fra i 18 e i 25 anni viene evidenziata un’elevata incidenza di patologie traumatiche correlate all’abuso di alcol e spesso associate all’uso di droghe. Ubriacarsi è considerato “figo”, oppure, forse peggio, “normale”. Chi abusa di alcol è generalmente un giovane che non ha chiari obiettivi da raggiungere, poche aspirazioni di successo, scarso impegno sociale o religioso, deboli legami familiari, scarsi risultati scolastici, mancanza di autostima, naturalmente con eccezioni. I problemi sociali derivanti dall’alcolismo sono gravi: aumentato rischio di commettere reati, furti, aggressioni, problemi per la guida in stato di ebbrezza, a volte perdita del posto di lavoro, problemi familiari con isolamento dalla famiglia e dagli amici e a volte violenze domestiche.
La SDA è stata posta dal DSM (manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) nel vasto campo dell’abuso di sostanze cioè come dipendenza da alcol. La diagnosi di SDA viene fatta con vari strumenti: esami ematochimici (Alcolemia, GOT, GPT, Gamma GT, Trasferinemia), questionari (CAGE-ADDQ e altri) e diagnosi con DSM-IV. Nel corso degli anni l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), l’Unione Europea e altri Organi e Governi hanno adottato politiche sull’alcol, al fine di ridurne i danni: aumento dell’età minima in cui possono essere acquistate e consumate le bevande alcoliche; divieto di pubblicizzarle, campagne rivolte ai mass media per informare sulle conseguenze dell’abuso di alcolici, distribuzione di linee guida per genitori ed adolescenti con problemi di alcolismo. I trattamenti dell’alcolismo sono molteplici e si basano principalmente su come aiutare le persone ad interrompere l’assunzione di alcol, sulle modifiche dello stile di vita, sul sostegno sociale, al fine di aiutarle a mantenersi “astinenti” e sobrie. Il primo passo è la disintossicazione, cioè un arresto brusco del consumo di alcol, realizzato spesso grazie alla somministrazione di farmaci come le benzodiazepine. Ci sono farmaci che possono essere prescritti come parte del trattamento per l’alcolismo: Disulfiran (autobuse, etiltox) che crea un grande disagio dopo l’assunzione di alcol e Naltrexone che diminuisce il desiderio dell’alcol e incoraggia l’astinenza.
Ci sono poi varie forme di psicoterapia, terapia di gruppo di mutuo autoaiuto, gli Alcolisti Anonimi (AA), cioè l’alcolista che ha smesso di bere per mantenersi sobrio fornisce aiuto alle persone che hanno problemi ad uscire dalla dipendenza, seguendo un programma di recupero (“metodo dei 12 passi”) che aiuta l’alcolista a cambiare stile di vita e a trovare serenità e sobrietà. I gruppi Familiari AL-ANON hanno lo scopo di aiutare le famiglie e gli amici degli alcolisti. Sono associazioni che si riuniscono per condividere esperienze, forza, speranze, per risolvere il problema.
L’alcolista, purtroppo, è facile a fare promesse di cambiamento che non saprà mantenere. Alle promesse deve seguire un comportamento concreto di impegno; l’alcolista deve entrare in un programma di trattamento dove potrà essere aiutato, da persone esperte e dai familiari, ad affrontare la dipendenza in modo disciplinato e professionale. dr.ssa Silva Rubini