//La città non vuole quell’impianto
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La città non vuole quell’impianto

IN LOTTA CONTRO IL DEPOSITO DI GPL

Accesa assemblea del Comitato. La giunta assicura un impegno diretto

Qual è la situazione attuale e gli sviluppi di questi mesi in tema di GPL a Chioggia? Quali sono le domande ancora senza risposta e quali le proposte e le idee per procedere in questa battaglia? A questo si è cercato di rispondere nell’assemblea pubblica di venerdì 5 luglio scorso presso la sala San Filippo Neri di Chioggia. Nel volantino di invito in rosso si leggeva: “Sarà fondamentale per difendere la nostra città il contributo che ognuno porterà all’assemblea perché “i cittadini possono fare la differenza””. Alle prime domande Giorgio Rossi e Maria Rosa Boscolo hanno cercato di dare qualche risposta ai tanti chioggiotti che hanno accolto positivamente l’invito e venerdì 5 luglio scorso, nonostante il caldo, hanno gremito la sala San Filippo per più di tre ore, anche in assenza dell’aria condizionata, magari uscendo per qualche minuto, pronti a rientrare subito dopo. Giorgio Rossi ha fatto un excursus sulla situazione e Maria Rosa Boscolo ha parlato degli sviluppi attuali sottolineando come Costa Bionergie continui a muoversi “con il solito sistema, così come ha iniziato: chiede una cosa per sottintenderne un’altra, la principale, che non viene detta. Il 22 maggio scorso, infatti, ha comunicato al Ministero dello Sviluppo Economico in tre paginette, contemporaneamente la fine dei lavori, la richiesta di un’ulteriore proroga e la richiesta di collaudo; tre cose molto diverse, tra loro contrastanti e molto importanti, che dovrebbero essere accompagnate da documenti su documenti. Nonostante la proroga sino ad oggi non sia stata concessa, la ditta però, imperterrita, continua nei lavori, segno che non sono finiti e che almeno la prima delle tre dichiarazioni non è vera”. “Dov’è il Comune?” Si è chiesto Rossi. “Oltre a pretendere che il Mise conceda quanto espresso nelle tre paginette, Socogas ha chiesto all’Autorità portuale di anticipare la concessione delle banchine a nord e ad ovest e i relativi spazi antistanti, dando per scontato che il Ministero non potrà non rispondere che positivamente – continua Rossi.- Alcune settimane or sono abbiamo incontrato il sindaco e il suo vice invitandolo a dotare la Città del Pee (Piano di Emergenza Esterno), piano tecnico che confuti la relazione di sicurezza prodotta da Socogas e pare che finalmente la cosa sia stata recepita”. Perplessità e incredulità su quanto udito. Paura, rabbia per l’assenza quasi totale dei politici. Infatti, degli oltre 200 politici invitati, erano presenti solo il consigliere comunale Pd Barbara Penzo e il consigliere della Città Metropolitana Andrea Follini. Dove sono il sindaco Alessandro Ferro, la sua Giunta e la sua maggioranza, la consigliera regionale 5Stelle Erika Baldin, “proprio i 5 stelle che in prossimità delle comunali dal palco con Di Maio avevano assicurato il loro impegno per risolvere il problema?”, si è chiesto uno dei presenti. Ancora, di rimando, un altro: “Dove sono i consiglieri regionali e della città metropolitana, gli onorevoli del nostro collegio, pronti a venire alle prossime elezioni a promettere mari e monti e a chiedere il nostro voto”. Altri a ribadire che Chioggia deve considerarsi in lotta contro il deposito di GPL, che se ne deve andare; che urge lo studio tecnico del Comune che dimostri l’incompatibilità dell’opera con il territorio circostante. “Non c’è tempo da perdere, la priorità per tutti dev’essere il blocco definitivo dell’impianto, magari con azioni di forza o occupando la Romea!” ha suggerito più di un presente. Per l’avv. Giuseppe Giachina: “Bisogna predisporre l’Erir, il documento tecnico dell’ente locale con valenza pianificatoria, ambientale e di sicurezza, da allegare alla pianificazione di area vasta e comunale in presenza di uno stabilimento Seveso, per stabilire la compatibilità ambientale e territoriale dello stesso sulla base dei vari scenari di rischio. Anche se il Veneto non ha ancora approvato una specifica normativa di coordinamento, ciò non significa che nel Veneto non si applichi la normativa sull’Erir, ancora in vigore sino a nuovo decreto ministeriale previsto dalla Seveso 3 (art. 22, 7° comma), che peraltro ha introdotto una importante innovazione: in presenza di stabilimento Seveso il Comune deve redigere o aggiornare l’Erir almeno ogni cinque anni”. Al termine dell’incontro il prof. Raffaele Battista, ematologo, ha trattato il tema: “Problemi di salute del metil-mercaptano e sulla sicurezza dell’impianto di GPL”. Nell’elenco dei gas tossici al 21° posto c’è proprio il metil-mercaptano, gas che serve per odorare il GPL altrimenti inodore. Esso con il GPL crea una miscela di gas altamente esplosiva e, se inalato, produce tosse, mal di gola, vertigine, mal di testa, nausea, vomito e perdita di conoscenza. A contatto con la cute può congelarla e con gli occhi arrossamento e dolore. Subito il lunedì successivo – 8 luglio – una delegazione di donne del Comitato NoGpl, guidate da Carla Neri di InsiemeArte, senza preavviso, si è presentata in Municipio, dove ha incontrato sindaco, vice sindaco e presidente del Coniglio comunale, che hanno finalmente assicurato di voler stanziare i 50.000 € necessari per le due relazioni tecniche di contrasto a quella di Socogas sui rischi connessi al deposito. 

R. D.