//Forte S. Felice, storia e …liquirizia

Forte S. Felice, storia e …liquirizia

Bisognava essere un po’ temerari per incamminarsi nel pomeriggio di sabato 6 luglio sotto il sole cocente lungo la stradina dei Murazzi per arrivare al Forte San Felice per l’appuntamento di visite guidate in programma a cura dell’omonimo Comitato: una vera sauna prima di salire sui bastioni del Forte! A quando la conclusione dei lavori del MOSE con la riapertura dell’accesso ben più agevole dalla diga? Sono stati 100 i temerari visitatori, ripagati come sempre dalla bellezza del sito, con percorsi curati come al solito dal farista Diego Nordio e vigilati dai volontari dell’Associazione Bersaglieri. “Esperienza stupenda in un posto magico!”, la netta espressione usata da qualcuno. Ben 80 provenivano da fuori Chioggia, alcuni che hanno visitato luoghi simili (ad esempio, Forte Sant’Andrea a Venezia), capaci di fare confronti e di apprezzare lo straordinario valore delle testimonianze di 650 anni di storia presenti nel Forte, dal castello medievale alle fortificazioni del Novecento. Il racconto appassionato delle guide del Comitato riesce a rendere avvincente la visita, ricavandone sostegno all’impegno verso gli Enti competenti per il pieno recupero e la valorizzazione del Forte. Alcune persone sono venute in visita per il secondo anno, hanno verificato con piacere i risultati dei primi interventi, hanno espresso l’intenzione di tornare anche il prossimo anno per vedere cantieri ancor più consistenti. Lo stupore prende tutti immediatamente quando a conclusione della visita si sale sul belvedere, il piccolo bastione liberato dalla vegetazione infestante, con vista magnifica verso la laguna e la città: incessante scattare di foto per fissare momenti di meraviglia! Il piccolo belvedere esalta il valore paesaggistico del Forte e accende l’immaginazione dei visitatori su quali prospettive si avrebbero con il recupero di percorsi lungo tutto il perimetro dei bastioni. Oltre la storia e il paesaggio, c’è un elemento che accende la curiosità dei visitatori, che da tempo ormai provengono in gran parte da fuori Chioggia, ed è la presenza della pianta della liquirizia nel Forte. Se per gli abitanti di Sottomarina e Chioggia c’è quasi una identificazione tra Forte e liquirizia, che rimanda alle dimensioni quasi mitiche di avventure di ragazzi per recuperarne le radici di legno dolce anche con il rischio di essere presi dai militari, per chi viene da fuori città è invece una vera sorpresa: “Ma come, la liquirizia non si trova in Calabria?”, è l’espressione ogni volta ricorrente. Sentono della sua presenza secolare sui bastioni, utilizzata per dare consistenza al terrapieno con il suo apparato radicale profondo, senza limitare la necessaria visibilità non crescendo in altezza mai più di un metro. La vedono da lontano in distese ancora considerevoli su tratti assolati sopra i bastioni ad est fortemente insidiata dalla vegetazione infestante, ma poi possono osservare da vicino la decina di esemplari ricresciuti accanto al muretto del belvedere appena liberato dalla giungla di canne che pareva averne eliminato completamente la presenza. La sua salvaguardia è importante sia dal punto di vista naturalistico che storico. C’è una buona notizia: per tanti anni si è assistito ad un fenomeno particolare non spiegato, la mancata formazione della fioritura. In questi giorni, in area lontana dai percorsi di visita resa accessibile dagli interventi per la ricerca di edifici sommersi dalla vegetazione, abbiamo individuato un paio di esemplari forniti di racemi con piccoli fiori di colore rossetto: incoraggiante segno di possibile ripresa. E. Boscolo Bibi