//Grandi navi a Chioggia. O no?

Grandi navi a Chioggia. O no?

Il business delle grandi navi per ora resta ancora tutto veneziano, in Marittima a San Marco, anche se durante il temporale di domenica 7 luglio scorso nel pomeriggio si è sfiorata ancora una volta la tragedia di una grande nave ingovernabile che, spinta dal forte vento, stava per finire dritta a ridosso della Riva Sette Martiri. Chissà per quanti anni ancora si dovrà discutere, dal momento che l’Unesco, in questi giorni, ha detto sì a Marghera come nuovo terminal per le crociere di Venezia, con grande disappunto del ministro Toninelli che preferiva Chioggia. Si continuerà ancora per un altro decennio a parlare di grandi navi a Venezia, senza concludere nulla? Sembra proprio di sì! Ne è stato una prova il Consiglio Comunale del 3 luglio scorso convocato su richiesta del capogruppo del Partito Democratico, Jonatan Montanariello, sul tema delle grandi navi. Non solo non si è prodotto nessun documento, ma nemmeno si è sentita qualche nuova idea. Un consiglio molto combattuto tra maggioranza e opposizione, con botte e risposte, a volte minacciose, di querela per non dire quasi niente. Il sindaco, accusato di avere cambiato idea quando a Roma al Comitatone aveva escluso la possibilità di accogliere le grandi navi, sembra oggi disponibile a “sgravare Venezia dalle grandi navi”. Secondo Ferro è “impensabile scavare il Vittorio Emanuele e impensabile attraccare a Marghera”. Chioggia, stando ai consiglieri pentastellati, dovrebbe accogliere tutta la crocieristica, diventare un capolinea e incrementare le attuali poche strutture di accoglienza, perché non bisogna dire no a questa opportunità unica e rara. “Sì alla crocieristica ma con navi compatibili”. Questa è, invece, la posizione del PD, che per bocca della consigliera Barbara Penzo invita a vegliare sull’inquinamento che le grandi e piccole navi producono durante la sosta e il transito in laguna anche se rimorchiate. Per Leo Ranieri di Chioggia Viva “senza le grandi navi c’è il rischio di perdere le navi più piccole”. Marco Dolfin della Lega tra attacchi e contrattacchi verbali invita tutti a “non pensare che Venezia ceda tanto facilmente”… Prima della decisione dell’Unesco che oggi apre lo spiraglio Marghera, come vogliono il sindaco Brugnaro e tutte le forze politiche veneziane ad esclusione dei 5Stelle, sarebbero dovuti passare mesi prima di fare una scelta alternative alla Marittima di Venezia e almeno 6/7 anni per scavare i fondali e predisporre le infrastrutture necessarie in caso di opzione Chioggia come soluzione al problema. Oggi invece nessuno può prevedere quanti anni dovranno ancora passare prima di trovare una vera risposta… e soprattutto che disastro dovrà accadere a Venezia. R.D.