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C’è chi rimane possibilista

QUESTIONE GRANDI NAVI

Marghera sì ma non troppo, forse meglio Chioggia; ma la laguna è stretta…

Marghera quale attracco per le grandi navi è una realtà “provvisoria” da anni, quando, per la festa del Redentore, il canale della Giudecca è impraticabile per la presenza del ponte votivo. Lo si è ricordato e soprattutto sperimentato anche nei giorni scorsi nell’edizione 2019. In Italia, si sa, nulla è più definitivo del provvisorio e la tentazione di andare verso questa soluzione per tutti i giorni dell’anno sta diventando trasversale a tutte le forze politico–amministrative, soprattutto ora che il ministro Toninelli si è detto possibilista per Marghera, pur rimanendo dell’idea che la soluzione migliore resti Chioggia. Permangono, comunque, tutti i problemi rilevati. Marghera è una zona industriale a rischio Seveso. Navi container e crociere saranno mescolate e quest’ultime, avendo diritto di precedenza, saranno di intoppo e causa di ritardi e contestazioni commerciali. Il problema non sarà comunque risolto del tutto perché con due sole banchine (Lombardia per Tiv-Msc container e Piemonte Tvr) potranno essere servite solo 4 navi delle 16 che attualmente approdano in marittima ogni settimana. Per il turista che compera il pacchetto Venezia, un conto sarà, poi, passare per il porto del Lido e vedere dall’alto di un gigante del mare San Marco, un conto sarà entrare per Malamocco, attraversare il Canale dei Petroli e scendere a terra tra file di container e gru. Per non parlare di quello che pensano di questa soluzione i portuali e il Comitato No grandi Navi a Venezia. Una follia! Che non risolve il problema, ma lo aggrava e ne aggiunge tanti altri, “che mettono a repentaglio i traffici commerciali che da sempre danno lavoro a migliaia di persone e a centinaia di imprese piccole e grandi”. Possibilisti con l’attuale Amministrazione chioggiotta il comandante Gregorio de Falco, intervenuto via telefonica al convegno di Rifondazione Comunista venerdì 19 luglio scorso nella sala conferenze del museo civico in campo Marconi a Chioggia, sul tema: “le grandi navi e il futuro delle crociere in laguna sud”. Il senatore, ex 5Stelle, diventato famoso per i rimbrotti al cap. Francesco Schettino di tornare a bordo della Costa Concordia affondata davanti all’isola del Giglio, dopo avere smontato la teoria che le grandi navi fanno incassare molti soldi alla città che le ospitano, “chi ci guadagna sono le compagnie portuali e l’autorità portuale”, pur dicendosi possibilista per la soluzione Chioggia, ha comunque aggiunto: “Le grandi navi sono fatte per muoversi in grandi spazi quali gli oceani, non in una realtà fragile e piccola come la laguna di Venezia”.

R.D.