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Il nostro mare

di Vincenzo Tosello

Nel congedarci per qualche settimana dai nostri lettori ci affidiamo al tema sempre attuale dell’acqua, dai numerosi poliedrici aspetti. Acqua “diritto umano”, come è stato dichiarato dall’ONU con la risoluzione del 28 luglio 2010; acqua come elemento indispensabile per ogni essere vivente del nostro pianeta. L’acqua, appunto, come fonte di vita fisica (e anche sacramentale, pensando al battesimo) o come mezzo per lavarsi e per lavare ogni cosa, come lavacro di purificazione (ancora nel battesimo, ma anche in altri riti diffusi in varie religioni). L’acqua dei nostri grandi fiumi e dei canali di irrigazione, l’acqua piovana che diventa benedizione per i campi assetati, ma che può trasformarsi anche in minaccia o comunque creare gravi disagi quando (sempre più frequentemente, pare) si scaraventa impetuosa e, se non ben regimentata, allaga strade e chiese (come avvenuto più volte nella nostra cattedrale), senza parlare delle disastrose periodiche alluvioni altrove… L’acqua delle fonti o dei torrenti e dei ruscelli montani: piacevole visione e motivo di ristoro, non solo per il corpo. L’acqua che si trasforma in neve, a volte agognata a volte temuta (o in ghiaccio, spesso pericoloso). L’acqua dell’acquedotto, strumento fondamentale di rifornimento idrico per tutti, non di rado trascurato, eppure prezioso. Ma anche l’acqua che si insinua un po’ ovunque provocando danni con le sue infiltrazioni. E così via… Ma per noi, qui, soprattutto l’acqua dei canali che danno vita alla città (lodevole l’iniziativa di quanti cercano di rivitalizzare la riva del canal Vena…); l’acqua della laguna solcata da mille imbarcazioni, ma dall’equilibrio fragile che va salvaguardato (certamente contro la minaccia incombente di impianti fuori luogo…); l’acqua del mare, immenso col suo fascino e la sua irresistibile attrattiva che popola le nostre spiagge, recando sollievo a quanti vi si immergono o a chi pratica sport acquatici (ma anche fonte di pericolo da cui guardarsi bene…). Acqua del nostro mare, fonte di sostentamento per quanti si dedicano alla pesca e alle varie attività ittiche (proprio in questa domenica si celebra a Chioggia la “Festa del Pescatore”, riconoscendo i valori e i rischi di questa professione e invocando protezione dal Cristo di San Domenico). Mare da salvaguardare da ogni inquinamento per preservare questa risorsa essenziale. Mare da contemplare nella sua placida distesa o da temere nei giorni di bufera. Mare maestoso in cui si specchia il bianco sole dell’alba (mentre si riflette in laguna, con non minore fascino, il rosso sole del tramonto). E più a sud, il mare, “mare nostrum”, unica via di comunicazione verso una possibile nuova vita (ma che troppo spesso si muta anche in tragica tomba…) per molti che fuggono dall’inferno della violenza o della fame. Quest’ultimo pensiero non poteva mancare parlando di mare. Ma vogliamo augurare che l’ampia distesa che circonda il nostro fortunato Paese sia sempre e solo per tutti fonte di vita, sollievo e delizia. A quanti affollano le nostre coste auguriamo di vivere momenti sereni e rigeneranti contemplando o immergendosi nell’acqua del nostro mare. 

V.  T.