//Piazzale invaso da bici e moto

Piazzale invaso da bici e moto

Slalom per entrare in chiesa a causa del parcheggio selvaggio di bici e moto sul piazzale pedonale. Ogni domenica, e ogni giovedì nel giorno del mercato settimanale, il piazzale della basilica di San Giacomo viene letteralmente invaso di bici, e anche di motociclette, posteggiate in ogni centimetro libero in barba al divieto di sosta esistente e al senso civico. Le bici vengono ammassate addirittura a ridosso del monumento ai Caduti, sui gradini della chiesa e sulle transenne che vengono collocate per salvaguardare lo spazio antistante. Sul malcostume tuona il parroco don Vincenzo Tosello che, dopo numerose segnalazioni alla Polizia locale, che non hanno prodotto effetti, ha deciso di procedere per conto proprio sollevando di peso le bici negli orari delle messe per consentire ai fedeli di poter accedere alla basilica. «È un fenomeno incomprensibile e decisamente intollerabile», spiega don Tosello, parroco di San Giacomo, Sant’Andrea, Filippini e San Domenico, «cittadini e residenti parcheggiano bici normali e bici elettriche, ma anche moto di grossa cilindrata, in un piazzale pedonale, davanti a una chiesa e attorno a un monumento ai Caduti, a tutte le ore e tutti i giorni, specialmente nei weekend e il giovedì, nonostante l’evidente segnale di divieto di sosta con rimozione dei mezzi in tutta la piazza. Parcheggiano anche proprio davanti all’ingresso principale, addirittura sui gradini. E quando ci sono le transenne agganciano bici le une alle altre dalla parte interna, impedendo di fatto ai fedeli di poter entrare in chiesa». In varie occasioni il parroco è uscito sul piazzale ed è passato all’azione. «Sono costretto spesso a spostarle io personalmente a decine per consentire ai fedeli di entrare», spiega don Vincenzo, «e domenica mattina verso le 11 ho dovuto collocare una corona di sedie della chiesa per preservare qualche spazio in modo da evitare che da lì a dieci minuti il piazzale fosse di nuovo invaso. Stessa cosa davanti all’ingresso laterale di servizio in calle San Giacomo, da dove non si riusciva proprio a entrare. Si tratta evidentemente di noncuranza e di mancanza di senso civico da parte dei ciclisti e motociclisti, ma anche di responsabilità di coloro che dovrebbero far rispettare le norme, del resto avvertiti più volte personalmente, ma, a quanto pare, inutilmente». Lo sfogo del parroco, anche sui social, non è passato inosservato. Decine e decine di persone hanno stigmatizzato il comportamento dei ciclisti auspicando multe salate e suggerendo al parroco di procedere con esposti in Procura nel caso gli appelli alle forze dell’ordine continuassero a cadere nel vuoto. Elisabetta B. A.