//La navigazione di navi gasiere non prevista nel PEE Il Comune predisponga subito un piano efficace!
gpl-deposito

La navigazione di navi gasiere non prevista nel PEE Il Comune predisponga subito un piano efficace!

COMITATO NO GPL

Ancora lavori al deposito nonstante l’assenza di autorizzazione

Estate tempo di vacanza, ma non per tutti, assicura il Comitato No Gpl a Chioggia che, sempre attivo e vigile, scrive: “Il deposito non è ultimato e ci risulta ci siano lavori in corso nonostante l’assenza di autorizzazione. Per questo noi continuiamo la battaglia. Siamo ancora in attesa della comunicazione da parte dell’Amministrazione Comunale dell’avvio dello studio per la valutazione dei rischi nel transito delle navi gasiere e delle autobotti”. “Questa valutazione – dice Roberto Rossi – è indispensabile soprattutto dopo quello che è emerso dal nostro ultimo accesso agli atti del terzo tavolo tecnico organizzato dalla Prefettura di Venezia il 16 luglio con l’oggetto: “3° incontro tavolo tecnico per Piano Emergenza Esterno ditta Costa Bioenergie di Chioggia”. Leggere il verbale delle riunioni fa veramente venire i brividi. “L’ iniziale prevaricazione di pochi a danno di molti continua nella totale inerzia politica, nell’immobilismo e incapacità di fare qualsiasi cosa o prendere posizioni. Si prosegue nell’enorme sottovalutazione dei rischi che questo GPL comporta per Chioggia ed i chioggiotti, vista la specificità del nostro territorio”, si legge su facebook! Nell’ultimo verbale del Tavolo è detto esplicitamente che l’impianto non ha un accesso che consenta alle autobotti di entrare ed uscire dall’impianto senza violare il Codice stradale e che è necessario “modificare la viabilità ordinaria su via Maestri del Lavoro”. Ma come si è fatto una simile opera senza nemmeno avere la porta d’ingresso? Ci chiediamo tutti! Ma davvero il Comune, invece di ordinare la chiusura dell’impianto, sarà costretto a concedere ancora una cosa che ci recherà  danni e pericoli di tutti i tipi? Se uno si costruisce una casa senza la porta, saranno affari suoi se  butta al vento i suoi soldi. Perché devo pensarci io, il principale danneggiato? Ma la logica e la giustizia non contano nulla in finanza! Conta solo il profitto. Ma quello che spaventa è il verbale della riunione del maggio scorso dove tra l’altro si rileva che il disagio della popolazione sarà enorme, penalizzante per la città. Per contrastare l’entrata in esercizio dell’impianto ancora nessun Ente pubblico ha presentato un qualche documento che contrasti quell’unico  fino ad oggi prodotto da Socogas. L’Amministrazione Comunale quando darà seguito alla variazione di bilancio che ha fatto il mese scorso per commissionare lo studio di un documento  che descriva in maniera forte e chiara quanto la Città va sostenendo da sempre e cioè quali sono i rischi delle navi gasiere quando entrano in porto e lungo il canale Lombardo esterno?  Il tavolo di lavoro è stato costituito solo per avviare l’iter per la predisposizione del PEE (Piano Emergenza Evacuazione, ndr) della ditta Costa. Il Prefetto ha l’obbligo di farlo entro due anni al fine di pianificare gli interventi degli organi coinvolti nelle operazioni di intervento e soccorso in caso di incidente a rischio rilevante come previsto dal D. Lgs 105/2015. Purtroppo gli scenari previsti dal piano sono solo due: quello dello scarico da nave gasiera ad impianto e quello del carico da impianto ad autobotte. Non si prevede il possibile incidente di una nave gasiera all’entrata in porto o durante il percorso in laguna dove ogni giorno transitano concomitanti centinaia di pescherecci, barche da diporto di varie misure e fogge di residenti e turisti ospitate presso le decine di darsene presenti a Chioggia, lungo i canali e le aste dei fiumi Brenta e Adige su fino a Valli e Conche. Per non parlare dei vaporetti della linea ACTV di trasporto pubblico che si incroceranno con le navi gasiere davanti alle saline a qualche centinaio di metri da piazzetta Vigo. Non è previsto neppure possa accadere qualche incidente lungo il canale Lombardo esterno stretto neanche 80 m e lungo ben 5 km? Eppure, qui se ne sono già verificati tre con navi che, per fortuna, trasportavano altre derrate. Se questa non è una tragedia annunciata! Nel verbale del tavolo di maggio il Comandante Giuseppe Chiarelli chiede, tra l’altro, “se nel PEE verrà considerato lo scenario della nave carica di GPL attraccata adiacente al deposito che prenda fuoco e quali misure si dovranno intraprendere, tenendo conto che, come alternativa e unica via di fuga, resta quella di  tornare indietro lungo il canale che passa davanti ad un centro abitato… Lo stesso ha evidenziato poi che Val da Rio è quotidianamente percorso da navi mercantili e chiede se va valutato in questa sede lo scenario derivato dall’impatto di una nave in uscita in avaria su una nave che sta scaricando GPL nel deposito”. Nel verbale si sottolinea che la viabilità dell’area, in caso di incidente, dovrebbe essere preclusa, quando invece essa presenta un traffico sostenuto per il flusso di camion di cemento per la rotonda di accesso allo stabilimento e che la stessa è pure svincolo per Val da Rio dove ci sono tre terminal attivi con viabilità interna ed esterna e un asse ferroviario passeggeri, che la nuova autorità portuale vuole riattivare anche per il traffico merci e che nell’area, con alcuni cantieri, è presente il depuratore di Chioggia. “Dulcis in fundo”, nel verbale si sottolinea che: la navigazaione della nave gasiera non è prevista nel PEE. Vengono i brividi al pensiero che c’è anche chi sostiene, per fortuna subito smentito dallo stesso verbale, che il piano di emergenza portuale è stato abrogato dal D. L.vo 105/2015 e che per quello stradale c’è solo l’ADR (l’acronimo sta per “Accord europeen relatif au transport international des merchandises dangereuses par route”, normativa europea redatta in francese che regola il trasporto internazionale di merci pericolose su strada, ndr). Per fortuna, sembra  invece che il Piano Comunale di Protezione Civile generale preveda quasi tutti gli scenari possibili sopra descritti. Esso appare al momento l’unico strumento giuridicamente valido per predisporre un piano di emergenza utile ed efficace e soprattutto  per dire che un simile impianto è incompatibile con il territorio dove è sorto. Ma a tale proposito cosa si è fatto sino ad oggi?

R. D.