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Sì ai diritti esclusivi di pesca

Presidente bocciato in Consiglio provinciale. Efficace azione della base

“Nulla è cambiato rispetto a quello che avevamo deciso con i presidenti della varie cooperative di pescatori e la protesta continua per l’incomprensibile comportamento del presidente della Provincia, Ivan Dall’Ara, di diniego alla concessione quindicennale dell’utilizzo esclusivo delle aree deltizie di pesca per il Consorzio dei pescatori di Scardovari. La manifestazione di martedì 3 settembre, davanti alla sede della Provincia, a Rovigo, si farà!”. A dichiararlo è Luigino Marchesini, presidente del Consorzio, il giorno dopo il Consiglio provinciale, dove il presidente Ivan Dall’Ara è andato in minoranza su di un problema di vitale importanza, non solo per i 1.500 pescatori del delta, ma del comparto socio-economico dell’intero Polesine. È un problema che da troppo tempo ormai non trova soluzione destando forti tensioni tra gli addetti ai lavori. “I pescatori sono molto arrabbiati con il presidente Dall’Ara e la dirigente Cristina Votta Gravina – afferma il presidente Marchesini – mentre sono soddisfatti, e li ringraziano, della posizione assunta, con le singole dichiarazioni e il voto finale, dal vice presidente Francesco Siviero, sindaco di Taglio di Po, da Roberto Pizzoli, sindaco di Porto Tolle, dalla consigliera adriese Sara Mazzuccato, dal consigliere di Canaro Alberto Martello e dalla rappresentante dell’opposizione, Valeria Mantovan di Porto Viro”. “Nel comportamento del presidente Dall’Ara – spiega il presidente Marchesini – vi sono molte incongruenze rispetto a quello che si era concordato nelle varie consultazioni (affidamento per un anno e mezzo, poi, con il consiglio di maggio scorso, revocato, proponendo 1 anno, mai spiegando la differenza, anche se lo possiamo intuire) ed ora continua negando i 15 anni di concessione da noi richiesti”. La stessa maggioranza che sostiene Dall’Ara alla presidenza della Provincia, dimostrata con il voto finale sulla questione, non è stata d’accordo con il suo modo di pensare che potrebbe portare ad una crisi politica, perché il vice presidente Siviero, con il suo intervento, aveva fatto intendere che, se fosse passato il diniego, avrebbe potuto rassegnare le dimissioni. Infatti, nella giornata di sabato 24, il vice presidente ha deciso e dichiarato: “Considerato che non riusciamo a decidere nulla, in coerenza con le valutazioni espresse nel Consiglio provinciale di venerdì scorso nella piena libertà di azione e senso di responsabilità, confermo di rimettere il mandato di vice presidente, che formalizzerò nelle prossime ore”. “Domani ci ritroveremo ancora una volta – spiega il presidente Marchesini – per fare una valutazione generale e approfondita su quello che è successo con il voto finale sul diniego alla concessione quindicennale dell’utilizzo delle acque di Porto Tolle per la pesca. Valuteremo pure le sconcertanti dichiarazioni del presidente Dall’Ara sui media che hanno dato fortemente fastidio mentre, invece, dovrebbe fare una profonda riflessione su quello che è successo e, se non è capace di fare il presidente assumendosi anche delle responsabilità, deve trarne, responsabilmente e seriamente, delle debite conclusioni. La pesca è senz’altro l’attività primaria per eccellenza rimasta in Polesine. Il presidente Dall’Ara troppe volte ormai afferma di amare il delta e di essere il sindaco del comune della felicità, ma probabilmente solo ai fini turistici, mentre per noi, con il suo comportamento, non lo ama per niente e rimarrà per sempre il presidente della tristezza della Provincia di Rovigo”. Sul problema interviene, ancora una volta, la consigliera regionale Patrizia Bartelle di Veneto 2020-Italia in Comune, presente tra il pubblico durante i lavori del Consiglio provinciale di venerdì scorso: “Il presidente Dall’Ara è andato in minoranza. Grande vittoria dei cittadini e del territorio”. “Ieri pomeriggio in Consiglio Provinciale si sarebbe dovuto confermare l’inspiegabile “no” del presidente della Provincia Dall’Ara alla concessione dei diritti di pesca per 15 anni – commenta la consigliera Bartelle – invece le cose non sono andate come previsto: la proposta del presidente è stata bocciata e il vicepresidente ha promesso le dimissioni. Tutto questo grazie ai cittadini che nonostante le vacanze d’agosto hanno sempre mantenuto alta l’attenzione; grazie alla pressione esercitata da tutti noi polesani e i consiglieri provinciali chiamati al voto, hanno dovuto fare i conti con la responsabilità politica delle proprie azioni”. “Approvare il ‘no’ ‘avrebbe significato colpire duramente uno dei più importanti comparti economici del nostro territorio che occupa almeno 1.500 famiglie e vanta una produzione famosa a livello internazionale”. “È incredibile la superficialità della Provincia che in 12 giorni ha approvato la revoca di una concessione sulla base di una interrogazione di una società immobiliare che nulla ha a che fare con la pesca e poi si è nascosta dietro “i termini di legge” per rispondere al consorzio dei pescatori”. “A ottobre inizierà l’ultima fase del passaggio di questa funzione alla Regione – conclude Bartelle – e c’è da augurarsi che la questione sia presa più seriamente. L’attenzione dei cittadini dovrà rimanere alta e io, come consigliera regionale polesana, sono a disposizione per tutti coloro che vorranno far sentire la propria voce in Regione”.

Giannino Dian