//Arte, ricerca continua

Arte, ricerca continua

Nella calda estate che è appena finita, un incontro significativo può dare senso all’inquietudine di chi si accosta con passione ed interesse all’arte. Cinzio Cavallarin, un artista nato a Chioggia ma che da lunghi anni risiede a Prato, ha conservato un legame con la sua città natale e con Isola Verde, dove trascorre le vacanze, porta in città l’esperienza di una vita di ricerche pittoriche e sperimentazioni e molto da narrare. Ceramista, decoratore, impegnato nell’artigianato tessile, questo grafico, scultore, pittore e decoratore non rinnega il suo entroterra culturale che trova nel colore tonale veneto le sue radici, egli però supera una prima fase di figurativismo per accostarsi attraverso indagini e sperimentazioni all’informale di Alberto Burri ed all’espressionismo astratto di Robert Rauschenberg. La sua gestualità istintuale si fonde con il gusto compositivo che lo porta, in differenti frasi evolutive, ad assemblare materiali apparentemente minori quali carte, tessuti, metalli, plastiche, legni. Si susseguono così composizioni nelle quali risaltano fotografie di altre epoche, volti di persone svanite nei ricordi dei parenti con l’inesorabile smemoratezza del trascorrere del tempo, frasi scritte ad inchiostro di brandelli di missive il cui significato è andato perduto, ombrelli che hanno lasciato la propria funzione nell’ultima bufera, missive dimenticate negli scatoloni dei bric-à-brac. Opere che vogliono ridare una vita alle cose apparentemente insignificanti ritrovandovi un senso, una nobiltà. L’artista si comporta come un archeologo che, affrontando uno scavo, si trovi a ricostuire il significato ed il ruolo nella vita di quei frammenti di reperti che rinviene, scavando sempre più a fondo, in ogni strato del terreno. Ogni periodo artistico porta nuove messi, alle combustioni si alternano le corde o l’oro ( forse un ricordo veneziano), agli alfabeti, l’attuale bianco reinventato e trasformato. E’ impossibile sintetizzare tutte le esposizioni in Italia e all’estero che l’hanno visto protagonista (oltre 60 personali) va però senz’altro citata, la sua partecipazione alla 54° Biennale d’Arte Internazionale a Venezia. Una creatività, la sua, che trova modo di dissetarsi nell’inesauribile sorgente della vita e delle sue tracce e che fa affermare all’artista che la ricerca non si conclude mai. Nella Talamini