//La Chiesa cattolica nell’oggi
la scommessa cattolica

La Chiesa cattolica nell’oggi

Duemila anni di storia, un miliardo e 300 milioni di fedeli in continua crescita nei paesi del Sud del mondo. Eppure la Chiesa cattolica appare invecchiata e impacciata, soprattutto in Europa dove per la maggior parte dei trentenni la «questione Dio» ha scarsa rilevanza, e gli scandali finanziari e sessuali hanno nuociuto alla sua reputazione. Partendo da questo stato delle cose i coniugi, sociologi all’Università Cattolica di Milano, Chiara Giaccardi e Mauro Magatti hanno scritto questo saggio che sembra “quasi” l’annuncio del Concilio Vaticano III°. Quale scommessa? I due autori si chiedono – come recita il sottotitolo – se «c’è ancora un nesso tra il destino delle nostre società e le vicende del cristianesimo?». Che futuro per un mondo che recide completamente il dialogo con la religione? Da un certo punto di vista, la Chiesa cattolica gode di ottima salute. Eppure, dietro la facciata rassicurante dei numeri, si odono scricchiolii allarmanti che non possono essere sottovalutati. Crollo della partecipazione religiosa nelle società più avanzate; difficoltà particolarmente forti tra i giovani e i ceti più istruiti; sensibile riduzione delle vocazioni. Sintomi eloquenti, ai quali si aggiunge la perdita di reputazione causata dagli scandali finanziari e dagli abusi sessuali. Quando la generazione di chi oggi ha 70 anni e più passerà, la Chiesa europea, già assottigliata, si ritroverà con un numero assai esiguo di fedeli. C’è una questione organizzativa: la struttura della Chiesa – burocratizzata e gerarchica – appare inadatta a stare al passo con un mondo diventato veloce e plurale. Manca la consapevolezza che non è più possibile parlare dell’esperienza religiosa oggi usando lo stesso discorso di quando la fede era un’evidenza sociale. Occorrerebbero, piuttosto, parole in cammino, parole capaci di trasmettere l’esperienza della fede, alla ricerca di nuove vie di presenza e narrazione. Ma sembra difficile, quasi impossibile, trovarle. C’è ancora spazio per la «buona novella» cristiana nel mondo di oggi? Ci può essere ancora una domanda che non trova risposta in ciò che già c’è, o nelle promesse di un progresso della scienza, della tecnica, dell’economia nel quale si ripongono ormai tutte le speranze di salvezza? Se il messaggio del Vangelo, la buona notizia dell’amore che salva e vince la morte, è arrivato fino a noi è perché ha saputo parlare al profondo del cuore degli uomini e delle donne lungo i venti secoli che ci hanno preceduti. Riuscendo così a ispirare il modo di pensare e di vivere di intere società. Questa forza che ha attraversato la storia si è fondata su almeno tre pilastri, che sono però oggi tutti soggetti a una profonda erosione, sotto la spinta di cambiamenti storico-culturali di enorme portata. Il primo pilastro ha a che fare con lo spinosissimo nodo dell’onnipotenza. Il secondo pilastro riguarda la salvezza personale, tema essenziale per ogni grande religione. Dio salva la vita di ciascuno. Con la modernità, come sappiamo, sul piano culturale il baricentro si è spostato dalla salvezza eterna al successo mondano, dalla cura dell’anima al benessere materiale. Di quale salvezza si può dunque parlare oggi, quando la tecnica arriva addirittura a immaginare di poter promettere l’«immortalità»?  Il terzo pilastro tocca il tema della universalità. La Chiesa ha sempre riconosciuto e coltivato la propria vocazione universale, consapevole della necessità di parlare a tutti. Ma è realistico un tale progetto? Dall’altra parte, se oggi, su dieci abitanti della terra tre sono cristiani, cosa vuol dire pensarsi come «universali»? Questione che a maggior ragione investe l’ecumenismo: quale ruolo il cattolicesimo romano può e deve giocare rispetto alle altre confessioni cristiane, numericamente più deboli ma custodi di ricchezze da rimettere in gioco, a vantaggio dei cattolici stessi e del mondo intero? Si tratta di muovere i primi passi di una via nuova, recuperando la consapevolezza di avere qualcosa di inaudito da dire. Qualcosa che manca a questo tempo. Qualcosa di prezioso per il nostro futuro comune. 

(dal “Prologo”) 

a cura di d. Massimo Ballarin

Chiara Giaccardi – Mauro Magatti La scommessa cattolica. C’è ancora un nesso tra il destino delle nostre società e le vicende del cristianesimo?, ed. Il Mulino, Bologna 2019, pp. 192, € 15,00.