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Strade arginali pericolose

Sicurezza stradale

Quella sull’Adige all’altezza di san Giuseppe e quella fra san Pietro e Cavanella

Bisogna mettere in sicurezza la strada arginale, sinistra e destra, dell’Adige, specialmente nelle curve, dove mancano i catarifrangenti o il guardrail, per evitare le fuoriuscite di strada in primis durante la stagione delle nebbie. Un provvedimento che si rende necessario anche per la riviera sinistra del fiume nel capoluogo, all’altezza esatta di san Giuseppe, e dal lato più pericoloso. Infatti, mentre la parte sovrastante l’abitato è protetta dal guardrail, il limite stradale che riguarda il corso dell’Adige è ancora segnato dagli storici paracarri. Non solo. I paracarri esistenti sono distanziati l’uno dall’altro e privi di giunture con spranga di ferro fra l’uno e l’altro, saldata al centro con un getto di piombo (cosa che si spiega con l’incetta di ferro e piombo dell’ultimo dopoguerra). La parte sinistra della strada fu protetta in seguito alla caduta di qualche automezzo nella sottostante strada di Cannaregio, mentre la parte destra è rimasta com’era pressappoco decine di anni or sono. C’è quindi la necessità innegabile di provvedere in merito alla sicurezza di questo particolare tratto stradale, anche in accordo con il Genio civile di Padova, competente per il territorio della sponda sinistra dell’Adige. Mentre quella destra, all’altezza di via Battisti, è già stata sistemata decorosamente dal Genio civile di Rovigo, anche se solo percorribile dai pedoni. Sempre per quanto concerne san Giuseppe, occorre provvedere all’allargamento della salita arginale sull’Adige, troppo ristretta e pericolosa per lo scambio di automezzi, e che ha già dato luogo a più di qualche cozzo. Un altro tratto pericoloso della strada rginale sinistra dell’Adige è quello che da san Pietro conduce a Cavanella, sul quale gli abitanti sampetrini hanno scritto una lettera al sindaco Tommasi, dopo un incidente mortale nel quale ha perso la vita Cesare Ferro di Bebbe. Un tratto stradale “da anni in condizioni pietose, con lunghi tratti di manto asfaltato devastati da buche e innumerevoli crepe”. La missiva è firmata e protocollata a nome di Edoardo Beltrame, presidente di Confcommercio Cavarzere e Macedonio Paganin, presidente di Nuova Cooperativa, e dall’ex assessore Gervasio Ferrarese e dal parroco don Mario Pinton. Il problema era stato sollevato in precedenza anche dagli ex sindaci Parisotto e Braga. Un’arteria molto frequentata nel periodo estivo per Rosolina mare, mentre d’inverno, con il ghiaccio e la nebbia, ci passa lo scuolabus che trasporta i bambini di san Pietro all’asilo di Boscochiaro.

Rolando Ferrarese