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Un incontro che salva

Libri e riviste

Uno dopo l’altro, nel corso dell’estate alcuni amici mi muovono a curiosità. Stanno leggendo, anzi divorando, un romanzo di un autore mai sentito prima. Supero un’istintiva diffidenza e mi butto. In realtà la vicenda narrata è dirompente, lo stile del racconto è immediato, il linguaggio concreto non rifiuta le espressioni romanesche in alcuni dialoghi. Soprattutto, la vicenda ha il colore dell’esperienza autobiografica, che tuttavia non pecca di autocompiacimento o di intimismo.  Che succede dunque? Un giovanotto aitante cade vittima della droga e poi ripiega nell’alcol, rovinandosi la vita. Negli sprazzi di luce scrive poesie e partecipa a concorsi letterari. Entra così in contatto con l’amico poeta Davide (possiamo indovinare di chi si tratta), il quale finalmente gli apre la strada per un lavoro all’Ospedale Bambino Gesù di Roma, dove si curano i bimbi malati. Inconsapevolmente e per via di decisi strappi al cuore, inizia per il nostro autore una strada di terapia. Il lavoro aspro e pesante delle pulizie, in una compagnia di operai che diventano amici, lo porta a conoscere pressoché tutti i reparti dell’Ospedale e i suoi occhi sbattono nel dramma dei bimbi, dei genitori, del personale e delle suore che vi lavorano. Decisione: niente bevute nei cinque giorni di lavoro; a sfogarsi bastano i due giorni del weekend. Ce la farà?… Fino a un bel giorno in cui il direttore lo chiama e gli fa una proposta stranissima. Lasciamo scoprire al lettore la sorprendente conclusione. Morale della storia: non basta la buona volontà a salvarci, né l’amore dei genitori, né l’impegno dei fratelli. Ci salva un incontro di grazia, che ci sorprende come un bel giorno. Il bel giorno di grazia sorto nella vita dell’autore.

Angelo Busetto

Daniele Mencarelli, La casa degli sguardi, Mondadori, Milano 2018, pp. 228, € 19,00.