//“La casa degli sguardi”
Daniele-Mencarelli

“La casa degli sguardi”

PORTO VIRO

Incontro con lo scrittore Daniele Mencarelli e presentazione del suo libro

Domenica 27 ottobre la sala Eracle di Porto Viro ha visto una nutrita partecipazione all’incontro con lo scrittore Daniele Mencarelli che ha presentato il suo romanzo autobiografico: La casa degli sguardi.

Mencarelli è nato a Roma nel 1974, vive ad Ariccia e dopo la pubblicazione di numerose raccolte di poesie, ultimamente ha avuto successo e si è fatto conoscere attraverso il suo primo romanzo autobiografico. E’ editor in Rai e collabora con quotidiani e riviste. All’incontro si è presentato accompagnato dalla sua famiglia (moglie e due bambini) provenendo da una settimana ricca di presentazioni (14) del libro, da Milano a Trieste. L’incontro è stato organizzato dall’Associazione Umana Avventura in collaborazione con l’Assessorato alla cultura del comune di Porto Viro e l’amministrazione comunale per i quali ha portato il saluto il consigliere comunale Nicola Marinelli. Nella presentazione del libro Mencarelli praticamente ha parlato di sé, del suo passato di dipendenza prima da droghe e poi da alcool. Una dipendenza nata a causa di un forte malessere personale, privo di un senso per vivere a partire dalla fine delle scuole superiori. Non si è sottratto ad alcuna domanda ed ha espresso un’umanità ancora in ricerca del significato del vivere e dei valori fondanti la vita che desidera profondamente trasmettere ai suoi figli che spesso porta con sé. “La casa degli sguardi” per Daniele è stato l’ospedale Bambin Gesù di Roma dove ha lavorato per un periodo come addetto alle pulizie. Una casa particolare dove ha fatto diversi incontri con persone, ma anche con il dolore innocente, la sofferenza e la morte. Gli sguardi dei colleghi, dei bambini ammalati, dei loro familiari e del personale che vi lavora, hanno a poco a poco cambiato Daniele, aiutandolo a prendere delle decisioni positive per la sua vita. Lo sguardo più importante che ha ricevuto è stato quello del direttore generale che, informato del suo talento di poeta, lo invita a scrivere delle poesie su quello che si vive in ospedale. Lui che in quel momento stava buttando via la sua vita ha ricominciato a sperare che ci fosse anche per lui una possibilità. Nel libro sono raccontati molti incontri, a volte divertenti a volte dolorosi, che dimostrano la profondità e umanità dello scrittore nell’interpretarli e viverli come momenti di crescita che a poco a poco hanno rotto la sua corazza facendogli accettare a se stesso. Al termine Mencarelli si è intrattenuto a lungo ad autografare le numerose copie del libro vendute nella sera stessa. 

Sabrina Gazzetta