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L’innovazione possibile

Istituto comprensivo Chioggia 1

Scuola “Silvio Pellico”. Tra le Avanguardie educative…

La Pellico, con le prof.sse Eliana Penzo e Francesca D’Andrea, ha partecipato a Lucca il 22 e il 23 ottobre 2019 al convegno di Avanguardie Educative dal titolo “L’ innovazione possibile”. Si è discusso sulla necessità di trasformazione del modello organizzativo e didattico della scuola. Un modello basato esclusivamente sulla trasmissione delle conoscenze dalla cattedra è un modello ormai anacronistico, cui dovrebbe sostituirsi la figura dell’insegnante che trasforma la lezione in una grande e continua attività laboratoriale, in qualità di regista e facilitatore dei processi cognitivi; un docente che lascia spazio alla didattica collaborativa ed inclusiva, al brainstorming, alla ricerca e all’insegnamento tra pari, che diviene il riferimento fondamentale per il singolo e per il gruppo, guidando gli studenti all’apprendimento attivo, che è apprendimento continuo, che permette loro di argomentare il proprio ragionamento, di correggerlo strada facendo e di presentarlo agli altri.

La pratica educativa non può non tenere conto delle opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali, che, utilizzate in modo ragionato, motivano e coinvolgono gli studenti, stimolano la partecipazione e l’apprendimento attivo e contribuiscono allo sviluppo delle competenze trasversali.

Vanno ripensati anche spazi e luoghi per l’apprendimento, che devono favorire il coinvolgimento e l’esplorazione attiva dello studente, prevedendo spazi in cui restare anche oltre l’orario di lezione per esempio per attività extracurricolari.

Una scuola d’avanguardia è inoltre una scuola aperta all’esterno, anche alla dimensione internazionale con i progetti e le iniziative promosse dall’Europa. E’ una scuola basata sul dialogo e sul confronto reciproco con altre realtà (dell’associazionismo, delle imprese, ecc.) presenti sul territorio, facendo sì che l’individuo sfrutti tutte le occasioni possibili per accrescere il proprio sapere.

L’innovazione va tuttavia concretamente praticata e deve essere sostenibile e trasferibile, cioè deve poter essere trapiantata in un contesto diverso da quello in cui è nata: solo così non sarà legata all’eccezionalità di una persona o di un contesto, ma potrà diventare albero e produrre veri frutti.

SSP