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Una soluzione, presto

LA MISSIONE A ROMA CONTRO IL DEPOSITO GPL

Sindaco, categorie e Comitato dal ministro Patuanelli

Mentre il sindaco Alessandro Ferro con alcuni esponenti dei 5stelle, un gruppo di politici PD, il Comitato No GPL e alcuni rappresentanti delle attività economiche della Città venivano ricevuti al MISE dal ministro Stefano Patuanelli (all’incontro ha partecipato pure un rappresentante del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti), tre classi del CFP Cavanis (2ª PDA e Estetica 1ª-3ª), riuniti in assemblea, hanno voluto partecipare all’evento collegandosi per telefono. Il contatto è avvenuto tramite l’attivista Silvia Pagan che, aiutata da padre Celestino Camuffo, informava i ragazzi/e degli ultimi avvenimenti sull’impianto di Punta Colombi.  Il Comitato ha proposto l’incontro al CFP Cavanis in quanto la scuola attiva a Chioggia da oltre 50 anni è il sito sensibile più vicino all’impianto di GPL (si trova infatti a meno di 200 metri). In risposta all’invito del sindaco di essere accompagnato a Roma anche dai semplici cittadini, alle 4 del mattino di lunedì 25 è partito per la capitale un pullman messo a disposizione dal Comitato. Quest’ultimo era anche latore di una lettera del vescovo diocesano al Ministro dello Sviluppo Economico. Nel consegnarla agli inizi dei lavori, subito dopo i saluti, il portavoce del Comitato Roberto Rossi l’ha riassunta sottolineando che è scritta in forma di “supplica”. Essa chiede, tra l’altro, che il Ministro intervenga decisamente per risolvere la questione “liberando la città e i cittadini da questo incubo che minaccia la serenità degli abitanti”. La lettera voleva essere di supporto alla visita del sindaco Ferro e del Comitato NoGpl al Ministero, visto che il vescovo non poteva essere presente per impegni istituzionali. “Ci sarà qualcuno che riuscirà a far prevalere la precauzione sul rischio? – si chiede il vescovo nella missiva. – Ammetterlo ‘dopo’ non gioverà alla vita della città o alla popolazione che ne dovessero patire le conseguenze. Giusto i soldi investiti, ma prima le vite!”. Il Ministro – dopo che tutti i presenti avevano parlato concordemente – ha detto in conclusione che tre sono le strade per risolvere la questione: la prima, tuttavia, quella della transazione-risarcimento, non è percorribile, sarebbe stato diverso se si fosse trattato di questione tra privati; la seconda è quella della verifica dell’iter e delle criticità, strada che continuano a percorrere nei ministeri; la terza infine sarebbe un provvedimento legislativo che consenta la soluzione, provvedimento che stanno studiando. “Ringrazio tutti i manifestanti che ci hanno accompagnati fino a qui, in via Molise a Roma – commenta il sindaco Alessandro Ferro – abbiamo parlato con il ministro Patuanelli ed il suo staff per circa un’ora e mezza, ripercorrendo l’iter del deposito ed evidenziandone le tante criticità. È chiaro che non possiamo risolvere questa partita da soli e l’intervento del ministero, che sta vagliando più ipotesi per scongiurare la messa in esercizio del deposito, sarà fondamentale. L’ottimismo non ci manca e attendiamo a breve dei segnali concreti”. “Questi potrebbero arrivare presto – ci spiega il portavoce del Comitato No GPL Roberto Rossi, stanco e soddisfatto, ma in attesa di fatti concreti. Visto che il Ministro ha messo la scadenza del 31/12/2019 essi potrebbero arrivare con un atto normativo di fine anno che definisca in modo definitivo la delocalizzazione dell’impianto incompatibile con il sito attualmente occupato. – E conclude. – Comunque, quando si fa squadra come oggi, con il sindaco, il vescovo, la politica tutta, le categorie lavorative, i giovani e la gente semplice, i risultati si vedono”. Qualche giorno prima, il 20 novembre, il direttore del nostro giornale durante l’udienza avuta al Quirinale con la FISC, aveva consegnato al Presidente Mattarella una propria lettera e una del dr. Carlo Albertini presentandogli il problema. 

R.D.