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COSTUME & SOCIETA’

Incertezza, tecnologia e ambiente: i punti salienti di un anno stressante

Il mese di dicembre è il piu indicato per tirare le somme. C’è la festa che si protrae per quattro settimane, così fare il bilancio dell’anno che si sta avviando alla conclusione risulta meno amaro. Il resoconto individuale, familiare e lavorativo si incontra con quello generale, stilato dalle agenzie che compilano statistiche su statistiche, confrontano percentuali, indagano e incrociano dati. E i risultati finali solitamente viaggiano sulla medesima lunghezza d’onda. Da qualche anno a questa parte la somma generale non rivela molti aspetti entusiasmanti, le impressioni negative trovano riscontro nei dati effettivi e il ritratto che ne risulta è quello di un Paese raggomitolato sotto una spessa coperta fatta di incertezze, che trova un po’ di conforto nel chiudersi a riccio, ma vorrebbe sentirsi a proprio agio nei contatti con il mondo esterno, però ha perso la fiducia nel prossimo, eppure continua a credere e praticare la globalizzazione attraverso tutti i mezzi possibili, social network in primis, dei quali ormai non potrebbe fare a meno. Il Rapporto del Censis 2019 descrive il Popolo Italiano come ansioso e stressato, al punto che sono in aumento coloro che si vedono costretti a ricorrere a farmaci per cercare di combattere questi disturbi. Alla domanda riguardante lo stato d’animo dal quale ci si è sentiti pervasi più spesso il 69% ha risposto incertezza, il 17% pessimismo, il 14% ottimismo. Incertezza è sempre meglio di pessimismo, o forse no, magari significa che si è talmente in confusione tra proclami, promesse e passi indietro da non saper più cosa pensare. E già questo da solo è una grande fonte di stress. In proposito, il 74% degli Italiani ha dichiarato di essersi sentito stressato durante l’anno per motivi familiari, per il lavoro o senza alcun motivo preciso. Altri dati interessanti risultati dalle domande generali svelano che il 75% dei connazionali non si fida più degli altri, che un buon 48% vorrebbe vedere un uomo forte al potere, che il 61% non vuole il ritorno alla vecchia moneta che è per contro auspicato dal 24% degli Italiani. Di conseguenza il 62% voterebbe no ad un’eventuale uscita dall’Unione Europea, mentre il 25% sarebbe favorevole. Qualora fossero necessari dei dati reali per convincerci del fatto che lo smartphone è diventato ormai un prolungamento degli arti superiori, eccone un paio: il 25,8% degli abitanti del Belpaese proprietari di uno smartphone non esce mai di casa senza caricabatteria. Poi il pezzo forte: il 50,9% controlla il telefonino come primo gesto al mattino e come ultima attività la sera prima di coricarsi. Più che positivi i dati riguardanti le scuole e l’impegno per l’ambiente. Secondo i dirigenti scolastici italiani i ragazzi che frequentano i loro istituti sono ambientalisti al 73,9% e la preoccupazione per il futuro del pianeta sembra essere un punto focale della vita scolastica, infatti l’87,9% degli istituti ha ottimizzato i materiali di consumo, l’85,3% riduce gli sprechi, riutilizza e ricicla i rifiuti. Ambiente ma anche salute: il 66% delle scuole si impegna per la salute e la corretta alimentazione dei propri studenti non solo nella teoria, ma anche nella pratica scegliendo prodotti di filiera quando possibile ma comunque sempre di provenienza certa, controllata e garantita. Inoltre il 68,7% delle scuole dell’Infanzia, primaria e secondaria di primo grado e il 24,3% degli istituti secondari di secondo grado è impegnato in progetti quali l’orto a scuola, il giardinaggio e la manutenzione del verde scolastico. Almeno ad ambiente ci si impegna non poco.

Rosmeri Marcato