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Il turismo, in tutte le forme

Ortomercato. Itinerari speciali per il radicchio di Chioggia igp

Firmato un documento per portare avanti il cicloturismo e il turismo gastronomico

La conoscenza e la valorizzazione di una macro area tra le provincie di Padova, Venezia e Rovigo;  sette percorsi destinati al turismo lento all’interno dell’area di produzione del Radicchio di Chioggia Igp in un paesaggio tra i più suggestivi del Veneto con 700 chilometri quadrati, un’area tra le più belle d’Italia tra la laguna di Venezia e il delta del Po, che assieme alla Camargue, al Delta del Danubio e al Parco Nazionale delle Doñana in Spagna è tra i più grandi apparati deltizi d’Europa; questo vuole promuovere il protocollo d’intesa sottoscritto lunedì 9 dicembre scorso presso l’Ortomercato di Chioggia. Unire il mondo dell’agricoltura con quello del turismo. Un precedente unico nella collaborazione tra il mondo del primario e quello dei servizi. Il convegno di presentazione del progetto “Gli itinerari del Radicchio di Chioggia Igp” dello scorso 8 novembre  è diventato il volano aggregativo che oggi ha riunito attorno ad un tavolo per la firma i presidenti e i rappresentanti di ben sei realtà operative quali il Consorzio di tutela del Radicchio di Chioggia Igp, il Consorzio di promozione turistica Lidi di Chioggia, l’A.S.A. Associazione Albergatori di Chioggia, Sottomarina Lido, Isola Verde e Ascot Associazione Operatori Balneari, il Consorzio di Promozione e Sviluppo Po e il suo Delta e il legale rappresentante della società Speak Out Srl.

La Società Ortomercato del Veneto e la Società di Comunicazione Speak Out Srl, congiuntamente, porteranno avanti il programma di sviluppo del cicloturismo, del turismo gastronomico e di quello di visitazione coinvolgendo oltre 200 realtà del territorio tra alberghi, Bed&Breakfast, stabilimenti balneari, campeggi, aziende produttive e di trasformazione agricola. “Al Consorzio di tutela del Radicchio di Chioggia Igp – spiega il presidente, Giuseppe Boscolo Palo – è appena stato rinnovato dal Ministero delle Politiche Agricole, per un altro triennio, l’incarico per la tutela e la vigilanza del prodotto e mi pare che questo sia già un risultato che ci pone in continuità con il nostro mandato. Promuovendo il radicchio rosso di Chioggia Igp, facciamo conoscere anche la sua terra sia in termini di realtà unica nel suo genere, e per questo capace di trasferire valori inimitabili al radicchio, sia come area piena di fascino e suggestioni che possono essere importanti anche ai fini turistici”. “Il turismo rurale, quello naturalistico e il cicloturismo – spiega Giuliano Boscolo Cegion, presidente Associazione Albergatori Chioggia – sono tutte forme dell’offerta che possono contribuire nell’integrare le presenze e gli arrivi degli attuali centri turistici. Chioggia, infatti, potrebbe aumentare l’attuale milione e 400 mila turisti che arrivano ogni anno, ma sarà anche possibile aumentare la loro spesa media. Inoltre l’offerta per il turismo lento può estendere la stagione turistica, aggiungendo al periodo estivo anche la primavera e l’autunno, i migliori momenti dell’anno per viaggiare su due ruote”. “Creare degli itinerari di visitazione che conducono alla conoscenza di un territorio attraverso i prodotti tipici – spiega Renzo Bonivento, presidente del Consorzio di promozione turistica riconosciuto dalla Regione Veneto Lidi di Chioggia – è un modo di accrescere la conoscenza sia del prodotto che del territorio”. “Questa interessante contaminazione tra importanti realtà produttive del territorio, che insieme formano un unicum senza repliche in altre località, – ha concluso Giorgio Bellemo, presidente di Ascot, Associazione Operatori Balneari, – è la spinta propulsiva per valorizzare il patrimonio di bellezze, culturale, storico ed altro che non siamo mai riusciti a far ben comprendere”. I sette percorsi dedicati all’area di produzione del celebre Radicchio la cui cartina, con testi in due lingue sarà pronta ai primi del 2020, sono stati pensati per collegare le cinque principali ciclovie che attraversano l’area tra la Laguna di Venezia e il Delta del Po. Da Ovest raggiungono l’Adriatico la Destra Adige, che collega il centro Europa con Rosolina, la B12 Ciclovia del Po, che dalle foci del grande fiume giunge nella zona meridionale del Delta veneto, la Ciclovia VenTo, che da Torino raggiunge Venezia e attraversa il centro di Chioggia, l’Itinerario Tartaro-Fissero-Canalbianco che dal Medio Polesine raggiunge Porto Levante. Da Nord invece scende il Corridoio Adriatico che da Trieste raggiunge Santa Maria di Leuca in Puglia. Attraverso dei Qr-Code, sarà possibile trovare via web tutti gli itinerari comprensivi di roadmap e schede di presentazione dei siti dal punto di vista storico, architettonico e paesaggistico.

R.D.