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Natale di …pigrizia

Costume e società

Poca voglia di festa e d’entusiasmo, neppure per gli acquisti

Se la corsa ai regali di Natale fosse una gara a premi, magari con sconti ulteriori sugli acquisti o buoni spesa di cui usufruire nel periodo dei saldi invernali, ci sarebbe un po’ di verve nei negozi, dell’entusiasmo, dell’allegria. O forse no. Fatto sta che il Natale in arrivo non ferve di preparativi, la gente dimostra poco spirito di festa e ancor meno voglia di consumismo. Positivo per qualcuno, meno per chi deve vendere. Anche perché la temporanea mancanza di attitudine all’acquisto non significa che si sia ritrovato il vero spirito del Natale, anzi, equivale al non essere interessati a viverlo da nessun punto di vista. Scarseggiano perfino i gruppetti di compagne di studi che si danno appuntamento al bar vicino all’università per scambiarsi i doni e salutarsi prima di partire dirette ciascuna verso casa. Le signore non sono a caccia di nuove decorazioni da aggiungere alle decine che già riempiono la casa, vero è che i soggetti sono sempre quelli e la fantasia dei creativi non è infinita, in più c’è da considerare il fatto che ormai se si vuole vendere bisogna contenere i prezzi e la creatività costa, così come i materiali buoni. Se i guadagni del settore oggettistica latitano, gli altri non sembrano festeggiare. I negozi d’abbigliamento propongono le mise per la Vigilia e per il Veglione, paillettes e tessuti scintillanti, tacchi ed accessori studiati per essere notati, eppure la clientela scarseggia. Per il resto vale lo stesso. Pochi pacchetti, pochi sorrisi. Di liste dei regali neppure l’ombra, tranne che in pubblicità, con l’amico a quattrozampe che interroga la padroncina sul perché dell’assenza del suo regalo, tra i tanti esposti sul tavolo. Mancano anche gli inviti per le varie giornate di festa. Pochi parlano di pranzi o cene, parenti e amici, soggiorni in montagna e viaggi in posti caldi. Neppure il Capodanno per ora sembra aver attirato l’entusiasmo della festa, eppure gli anni scorsi se ne sentiva parlare già da fine novembre. Gli unici che, imperterriti e martellanti, ricordano che la festa si avvicina sono gli spot pubblicitari. Generosi di consigli, ripetitivi se non riciclati con bimbi che saranno ormai quasi adulti, ma non mancano le novità, in particolare ad opera delle catene di supermercati, i soli che guadagneranno bene perché mangiare si deve. Profumi, orologi e bigiotteria vanno per la maggiore, abbigliamento a pochi euro, panettoni e pandori in gran spolvero con l’accento posto sulle particolarità delle varie ricette. Per i bambini consigliano regali tecnologici, robottini con i quali interagire per stimolare l’apprendimento, dicono ovviamente le aziende produttrici. E se l’entusiasmo continuerà a mantenersi così dirompente sarà assai probabile che mai come quest’anno i consigli guideranno le pigre scelte dei consumatori. Quindi largo alle proposte.

Rosmeri Marcato