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Sempre gli stessi saldi

COSTUME & SOCIETA’

Speranze di affari nonostante gli anticipi dei furbetti e la merce della stagione esclusa

Con la fine delle feste arrivano i resoconti. Principalmente da due parti: dalla bilancia e dalle tasse e loro affini. Per la prima la colpa viene abitualmente attribuita alle abbuffate in famiglia ma la realtà è ben diversa. Il peso in eccesso, se presente, dipende dall’alimentazione dell’intero anno e per questo la sua eliminazione verrà inserita nella lista dei propositi per il nuovo anno, salvo ripensamenti nel corso dei dodici mesi a venire. Le seconde sono motivo di cruccio per tutti, chi più chi meno, pensionati e lavoratori, single e con famiglia, dipendenti e lavoratori autonomi. E sono il principale imputato per un eventuale flop delle svendite invernali. Seguite dall’esito della bilancia, perché capita a chiunque di decidere di posticipare gli acquisti per togliersi la soddisfazione di poter entrare in una taglia più piccola. Ma tanto ormai l’oversize va per la maggiore, quindi perché aspettare? Si stima che, nonostante chili, scadenze e adeguamenti, due italiani su tre approfitteranno del periodo di saldi per fare acquisti, il 61,8%, con un identikit del consumatore medio che vede più attive le donne tra i 35 ed i 44 anni residenti al Sud. I prodotti più gettonati saranno i capi d’abbigliamento (95,9%), le calzature (82%) e gli accessori (37%). I canali d’acquisto non riservano sorprese, dato che il 56,1% si rivolgerà ai negozi di fiducia o a quelli che frequenta abitualmente, verrebbe da dire che si è già rivolto a questi almeno un mese fa, considerato che i presaldi continuano a resistere e ad esistere sotto mentite spoglie. Più che una sorpresa ci sarà una conferma: si prevede che gli acquisti via web raggiungeranno il 21,3%, registrando un +2,4% rispetto allo scorso anno. E se solo un esercente su quattro si aspetta un maggiore afflusso di clientela durante i saldi, saranno in aumento le offerte tra il 30% e il 40% e, soprattutto, quelle oltre il 50%. Delle quali, stando ai consigli impartiti dagli esperti del settore, si dovrebbe diffidare. Inoltre quella che avrebbe dovuto essere vista come una nota positiva e di rispetto tra concorrenti, vale a dire la quasi completa omogeneità della data d’inizio, è stata interpretata dai negozianti quasi come una presa in giro e la colpa è, come sempre, dei furbetti che anche quest’anno sono riusciti a battere sul tempo gli altri proponendo sconti anche importanti fuori periodo. Il Black Friday, con la possibilità di estenderlo all’intera settimana, era stato istituito proprio per evitare i presaldi, ma gli incassi non bastano mai. C’è chi voleva rimediare al regalo di Natale sbagliato o si è ritrovato un doppione, chi pensava di escludere qualcuno che invece si è presentato con un dono, chi ha saputo degli affari scovati durante la Black Week e non aspettava altro se non la prima liquidazione per rinnovo locali disponibile per non sentirsi da meno. C’è chi ormai pensa che aspettare i saldi ufficiali sia da fessi e la colpa non è certo dei clienti, anche se qualche commerciante dichiara di aver deciso di approfittare di ogni stratagemma per applicare percentuali di ribasso alla merce perché esasperato dalla clientela che chiedeva sempre sconti. Il problema si presenta poi per gli altri esercenti, perché se il consumatore vede sconti in un negozio poi si reca dai propri rivenditori abituali chiedendo altrettanto. La concorrenza sleale continua a persistere, nonostante le segnalazioni e le multe. Che si cerchi almeno di non farsi imbrogliare sulla merce, perché ci sarà chi a fine gennaio metterà i maglioni di cachemire nel settore dei nuovi arrivi non in saldo pur di vendere a prezzo scontato i capi degli anni scorsi. I saldi sono utili al portafogli, d’accordo, ma passare per fessi magari no.

Rosmeri Marcato