//Risvolti inaspettati
dall-ara-presidente-rovigo

Risvolti inaspettati

DELTA

IL SETTORE PESCA ORA PUO’ RESPIRARE

Un fine anno 2019 così nessuno l’avrebbe mai pensato. Un settore come la pesca, una delle maggiori eccellenze per l’economia polesana, era sull’orlo del precipizio a causa dei diritti esclusivi di pesca nel Delta che per qualcuno non erano poi “esclusivi”. Il nostro giornale ha messo più volte in evidenza che il problema lo si doveva affrontare con un altro metro rispetto a quanto portava avanti la Provincia di Rovigo o meglio il presidente Dall’Ara (nella foto) (lo vuol fare ancora, nonostante tutto?) nel momento in cui si doveva dimostrare che l’istituzione era con i pescatori, rei solo di aver cavalcato un provvedimento peraltro previsto in alcune norme come la Finanziaria del 2019, i pareri dell’Avvocatura dello Stato, del Ministero delle politiche agricole e del mare, della Prefettura di Rovigo… Soprattutto la forza della categoria e la maggioranza del Consiglio provinciale hanno potuto, alla fine, sbloccare la situazione dando ai pescatori la loro giusta “ricompensa” per una programmazione più responsabile per investimenti in un ambito che ha ancora grossi margini per dare ancora di più al settore e più sicurezza per il futuro agli attuali 1500 pescatori di vongole che nelle lagune del Delta, non ancora tutte sfruttate, lavorano dal 1989. Ecco perché è stata una vittoria importante; ecco perché la ragione ha prevalso su altre questioni; ecco perché hanno vinto. I diritti esclusivi di pesca sono rimasti a chi da decenni ce la mette tutta per rendere il settore competitivo, presente sul mercato come un’eccellenza mentre qualcuno ha tentato, anche per la solita maledetta burocrazia, di chiudere tutto. 

E in tutto questo vanno annoverati gli amministratori del territorio, sindaci in testa, che non si sono fermati di fronte alle difficoltà, ai ricorsi, al qualunquismo. Anche il buon senso, alla fine, ha prevalso, poiché dopo l’approvazione della delibera della concessione per quindici anni dei diritti esclusivi di pesca nelle acque marittime interne, nessuno ha proposto ricorso contro la deliberazione stessa. Non sappiamo ora che cosa porterà a fare il presidente Dall’Ara. Speriamo prevalga il buon senso e la convinzione che le proposte della categoria avevano solo ed esclusivamente la linea di dare sicurezza al futuro della pesca che nel 2019 ha avuto altre situazioni negative come il maltempo che ha causato danni incalcolabili, dove per altro non è mancata in tutta la Regione la solidarietà verso i pescatori deltini. Diventa emblematica una delle tante dichiarazioni che il presidente del Consorzio Luigino Marchesini ha esternato subito dopo la soluzione del problema dei diritti: “Grazie di cuore, la politica ha dimostrato che unita può fare grandi cose. Da presidente sfortunato, oggi sono diventato fortunato. Faremo molte cose grazie ai 15 anni di proroga per dare garanzie al futuro della nostra gente. Grazie a quanti si sono adoperati per ottenere il risultato: Roberto Pizzoli, Francesco Siviero, Sara Mazzuccato, Alberto Martello e Valeria Mantovan; l’avv. del Consorzio Gianpietro Berti, il Prefetto e altri.” E adesso si dia il via alla firma della convenzione per sbloccare anche circa 50 permessi che significano altri 50 posti di lavoro che con i tempi che corrono non sono male.

Vogliamo anche aggiungere in questa nota che abbiamo sentito l’ufficio commerciale del Consorzio cooperative pescatori del Polesine di Scardovari di Porto Tolle in merito, appunto, agli aspetti commerciali di fine anno 2019. L’ufficio ci ha scritto che nel 2019 la domanda di molluschi è stata particolarmente sostenuta in un mercato, per altro, in costante evoluzione e che impegna i produttori a programmare e realizzare soluzioni nuove per soddisfare le richieste dei clienti e dei consumatori. Le vendite ed i prezzi per le vongole sono state in linea con gli anni passati con una leggerissima flessione dovuta ai danni devastanti del maltempo che si sono registrati nelle lagune che si sommano alla ormai cronica sofferenza “ambientale” dovuta agli insufficienti interventi idraulici di vivificazione e risanamento lagunare. Per le cozze, la cui produzione durante il periodo invernale diminuisce, e quindi il mercato interno viene fornito con mitili provenienti soprattutto dalla Spagna, Irlanda ed in misura inferiore da altri Paesi europei, comunque l’andamento commerciale è da considerarsi soddisfacente. Da qui si evince che diventa necessario fare i lavori nelle lagune che da troppo tempo attendono e svolgere interventiper modernizzare e rendere produttive le lagune esistenti e altre. Infine, da Fonte Veneto Agricoltura, si deduce che la pesca in Veneto è altalenante come comparto. I numeri sono in chiaroscuro con sbarcato in crescita (+4,8%), ma fatturato in calo (-4,4%). Si è assestata la flotta peschereccia con 658 unità rilevate, pure le imprese attive sono di poco calate con 3787 (-0,3%), mentre crescono le unità lavorative con quasi 8000 addetti con una crescita dell’1,2%. Lo sbarcato locale di Venezia, Chioggia, Caorle, Pila, Scardovari e Porto Viro ha fatto segnare, come detto, un rialzo della produzione del 4,8% soprattutto del pesce azzurro (alici e sardine) con il mercato di Pila ad incidere in maniera determinante (+34,9%). Bene anche la mitilicoltura regionale che nell’allevato registra un aumento del 27,6%.

L. Zanetti