//Le cure migliori? Naturalmente qui in Veneto!
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Le cure migliori? Naturalmente qui in Veneto!

Sanità regionale

La regione con maggiore capacità di assicurare i livelli essenziali di assistenza (LEA) è proprio la nostra

Il Veneto in testa alla classifica sulla capacità delle Regioni italiane di assicurare i “LEA”, (livelli essenziali di assistenza), cioè le prestazioni sanitarie che ogni Regione deve assicurare ai propri cittadini. Tantissimi gli indicatori. Vengono presi in considerazione, ad esempio, gli interventi per le fratture di femore svolti entro le 48 ore, la quantità di prestazioni inappropriate consumate dai cittadini, l’adesione agli screening oncologici, i tempi di intervento del 118, il tasso di risonanze magnetiche rispetto alla popolazione, i controlli veterinari ecc. Per il 2018 il Veneto ha raggiunto 222 punti (erano 218 l’anno prima). Seguono Toscana ed Emilia Romagna con 220 (erano a 216 e 218) e Piemonte a 218. Ultima la Calabria con 146 (136), unica regione sotto la soglia di livello minimo accettabile di 160 punti. “Le scelte organizzative fatte e i continui investimenti in tecnologia hanno premiato. E’ una soddisfazione di squadra, una squadra che ringrazio tutta in una volta per lo straordinario lavoro quotidiano di grandi medici e dei loro team, di bravi infermieri, di tutti coloro che ogni giorno danno il loro contributo in corsia o dietro una scrivania. L’obbiettivo comune è il bene dei cittadini, e oggi ci viene detto che lo abbiamo centrato in pieno”. E’ questo il commento del Presidente della Regione, Luca Zaia, alla notizia che il Veneto è al primo posto in Italia nella classifica delle Regioni che assicurano le migliori cure ai cittadini… Veramente questo discorso è valido per tutti i veneti? Mentre leggiamo sulla stampa, che i residenti di San Donà e Portogruaro avranno a disposizione addirittura il bus gratuito per raggiungere l’ospedale di Mestre a noi chioggiotti è dato di arrivarci con i mezzi pubblici a pagamento solo con percorsi tortuosi e di ore. Possiamo raggiungerlo in tempi decenti, naturalmente pagandoceli, solo con i nostri mezzi! Eppure facciamo parte dello stesso sistema sanitario che prevede l’ospedale all’Angelo hub di quello di Chioggia come di quello San Donà. Forse in Veneto ci sono figli e figliastri! Per quanto riguarda l’andamento stagionale sull’influenza, attestato dal nuovo Rapporto Epidemiologico, attualmente sono 90.900 le persone colpite che si sono messe a letto, 2,75 casi per mille residenti, dato inferiore all’incidenza nazionale, attestata al 3,73. L’andamento stagionale è simile a quello degli anni scorsi.  I bambini da 0 a 4 anni la fascia di età più colpita, con un’incidenza di 4,93 casi ogni mille abitanti. Seguono gli adulti tra 15 e 64 anni (2,84 per mille); i ragazzi tra 5 e 14 anni (2,49); gli ultra sessantacinquenni con 2,07 casi ogni mille. Il monitoraggio segnala la comparsa, per la prima volta quest’anno, di due casi di complicanze (una sindrome da di stress acuto e una grave insufficienza respiratoria acuta), una all’Ulss 3 Serenissima e una all’Ulss 2 Marca Trevigiana. “I nostri esperti, – dice l’assessore alla Sanità Manuela Lanzarin, – prevedono che il picco stagionale possa arrivare verso la fine del mese. C’è quindi ancora tempo per vaccinarsi, ed è un appello che rivolgo a tutti i cittadini, ed in particolare alle categorie a rischio. L’intera rete di sanità pubblica rimane attiva e a disposizione”.

 RD