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Qualche utile riflessione

VIENE PRESENTATO IN QUESTI GIORNI

Il nuovo “Piano particolareggiato del centro storico”

Giovedì 23 gennaio 2020 nella sala polifunzionale del municipio di Chioggia il sindaco Alessandro Ferro, con l’assessore all’Urbanistica Alessandra Penzo e Gianni Favaretto dirigente Settore Urbanistica, presenta alla stampa il nuovo “Piano particolareggiato del centro storico”. Alle 18.00 dello stesso giorno, presso l’ex scuola elementare “Principe Amedeo” di calle C. Battisti, si tiene la presentazione pubblica. In questa occasione, recita l’invito, si raccoglieranno delle proposte sul tema: “Quale futuro per Palazzo Granaio”. Purtroppo l’economia dei tempi di un settimanale (giovedì siamo in distribuzione con il nuovo numero) rende qualsiasi anticipazione sui contenuti della presentazione molto difficile e soprattutto imprecise, se non addirittura inutili. La stessa cosa non si può dire se si fanno semplicemente alcune riflessioni. Prima di tutto c’è da dire che bisogna stare molto attenti nel formulare il Piano particolareggiato (legge regionale n. 11 del 23 aprile 2004), perché è il principale strumento di attuazione del P.R.G. “Il piano regolatore generale, infatti è attuato a mezzo di piani particolareggiati di esecuzione”. Ma forse sette anni sono un po’ troppi! Infatti il nuovo piano particolareggiato del centro storico è bloccato dal 2013, da quando il dirigente di urbanistica di allora, l’arch. Muhammed Talieh Noori lo ha pubblicato all’albo comunale per raccogliere le osservazioni richieste per legge. Si! E’ proprio quello stesso funzionario che ha firmato all’insaputa degli amministratori e dei politici di allora il famoso “documento non documento” di compatibilità al PRP dell’impianto di GPL in Val da Rio. E così… noi ci siamo dovuti sobbarcare l’impianto e tutto ciò che ne segue! Mentre i lavori per l’impianto si sono conclusi, da allora non si è fatto più nulla per i piani particolareggiati! Eppure “l’obiettivo del P.P. è di precisare in dettaglio l’assetto definitivo delle sistemazioni delle singole zone di una città e delle sue periferie, determinando i limiti ed i vincoli che debbono essere osservati dai privati nelle nuove costruzioni e/o nelle trasformazioni, la delimitazione delle aree soggette ad esproprio od a vincoli per l’esecuzione delle opere pubbliche, come effetto della dichiarazione di pubblica utilità insita nell’approvazione del piano”. In questo caso si tratta del centro storico, di edifici restaurati o da restaurare. Non a caso nell’incontro si parlerà anche del futuro di palazzo Granaio. Si parlerà anche del nuovo arredo urbano del centro storico? Certamente sì! Visto il degrado in cui versa. Presto inizieranno i lavori a Porta Garibaldi, porta d’ingresso della Città ormai ridotta ad un rudere al buio. Sarebbe però il caso di riattivare subito almeno le luci di alcune colonnine del ponte e tutte quelle della pavimentazione spente da anni. E che dire dei riflettori su alcuni monumenti rotti da tempo tanto che per alcuni di essi si è persa addirittura la memoria. Chi ricorda, ad es., quello di campo Padre Raimondo sopra gli uffici del tribunale ecclesiastico, che illuminava il campanile del duomo. Per non parlare dell’arlecchinata delle tende invernali dei bar lungo il Corso del Popolo, della sua pavimentazione sempre ammalorata nonostante i continui lavori di rifacimento. Se non si provvede ad impedire l’accesso in piazza, di notte, ai camion abusivi verso il mercato ittico e a quelli autorizzati del mercato settimanale, la spesa sarà continua e inutile. “Dulcis in fundo”, che si farà di Palazzo Granaio e del Cinema Astra e soprattutto a chi saranno affidati?

 R. D.