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Una laguna più “a rischio”

RITORNA LA QUESTIONE GPL

Zaia venga a Chioggia per opporsi all’impianto. La visita dei Commissari Unesco

Due le novità di questa settimana in tema GPL. L’invito del presidente del Comitato No GPL al presidente della Regione Veneto Luca Zaia di venire a Chioggia il prossimo mese e la visita dei Commissari UNESCO a Venezia da lunedì 27 gennaio a domenica 2 febbraio. Prendendo spunto da quanto suggerito in questi giorni dal gruppo di Facebook No GPL a Chioggia, giovedì 23 gennaio scorso il portavoce del Comitato No GPL, Roberto Rossi, ha formalmente chiesto  di incontrare urgentemente il presidente della Regione Veneto Luca Zaia,  possibilmente a Chioggia, “certi che ciò potrà essere concesso già nel prossimo mese di febbraio – perché, si spiega nella lettera, – il problema legato alla realizzazione di un deposito di 9000 mc di Gpl nel cuore della nostra Chioggia chiede un suo personale intervento”, per garantire la tutela della popolazione e la salvaguardia del territorio messe in pericolo da un simile impianto. Scrive ancora Roberto Rossi nella lettera: “Nella sua persona noi cittadini riponiamo fiducia affinché l’intesa concessa a quest’opera ‘indegna’ dalla Regione Veneto venga finalmente messa in discussione, e perché questo problema non può essere solo delegato ai collaboratori, ma richiede oggi più che mai la presenza della sua persona. La regione può e deve fare la propria parte così come la possono e devono fare i Ministeri. Trovino il modo di coordinarsi e si attivino in fretta”. Quanto sia compatibile l’impianto di GPL con la laguna sud di Venezia, Patrimonio dell’Umanità, lo deciderà, poi, la “Missione monitoraggio reattivo” dell’Unesco, che deve verificare durante questa settimana lo stato di conservazione dei sito Laguna di Venezia quale Patrimonio dell’Umanità, a rischio black list, in vista della 43ª sessione del Comitato per il Patrimonio Mondiale di fine giugno a Fuzhou (Cina). Il Comitato di Pilotaggio dell’UNESCO dovrà pure decidere se l’impianto di GPL sia o no compatibile con quanto richiesto. Esso era misteriosamente scomparso nella relazione del sindaco Luigi Brugnaro in cui si chiedeva la riconferma della Laguna di Venezia, messa in discussione quale sito patrimonio dell’UNESCO per la presenza a Venezia delle grandi navi e per l’escavo del canale Vittorio Emanuele. La “sparizione” dello stabilimento di GPL dalla laguna sud di Venezia, ancora a dicembre del 2018, era stata segnalata dal Comitato No GPL alla sede di Parigi dell’Organizzazione Internazionale. Di tutto questo si parla nell’incontro dei Commissari UNESCO con i sindaci della gronda lagunare (Venezia, Chioggia, Codevigo, Campagna Lupia, Quarto d’altino, Musile di Piave, Jesolo e Cavallino Treporti) martedì 28 e soprattutto nel sopralluogo degli stessi a Chioggia giovedì 30 gennaio. Si deve chiedere loro se un simile stabilimento possa sussistere a ridosso di due grossi quartieri, il primo, quello della Tombola con abitazioni e una scuola distanti un solo ponte e numerose altre di ogni ordine e grado poco più lontane, così come le abitazioni e le attività economiche del quartiere di Borgo San Giovanni; si deve parlare pure del porto clodiense, che dovrebbe cambiare destinazione (da commerciale ad industriale) e dei problemi connessi al trasporto del GPL. Per mare le navi gasiere dovranno passare per uno stretto canale di barena, che lambisce l’intero centro storico di Chioggia; per via terra giornalmente 25 autobotti per 365 giorni all’anno dovranno transitare lungo la statale Romea, la strada più pericolosa d’Italia, unica via di fuga per i chioggiotti, in caso di incidente.  La laguna resta “sorvegliata speciale” – spiega il vicesindaco e assessore all’ambiente Marco Veronese – e il pericolo di finire nella lista nera dei siti a rischio non è ancora scongiurato. E’ chiaro che il Comune di Chioggia, come Venezia e gli altri comuni della gronda lagunare, sperano in un esito positivo, ma gli argomenti sul tavolo, che sono molti, devono essere portati avanti e risolti. E non si discuta però solo di sovraffollamento turistico, di esodo dei residenti da Venezia, di grandi navi e ‘buffer zone’, ma anche di questo tema, fondamentale per la nostra città: può coesistere un nuovo impianto di Gpl nella laguna sud, che non ha mai avuto a che fare con impianti industriali? Il nostro porto da commerciale dovrà diventare industriale? Noi diciamo di no e lo ribadiremo anche ai commissari Unesco, che giovedì saranno a Chioggia. Chiederemo anche che Forte San Felice entri a far parte del Patrimonio Unesco, per essere maggiormente tutelato e conosciuto. Chioggia fa parte per il 33% della laguna di Venezia, non dimentichiamolo: le interpellanze della nostra città devono essere ascoltate”.

R.D.