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Accuse comunque esagerate

A seguito della sospensione idrica, il sindaco si scusa

Lunedì 27 gennaio è stata sospesa l’erogazione dell’acqua potabile nel centro cittadino dalle ore 8,30 alle 12,00 circa. La sospensione era stata annunciata da AcqueVenete con alcuni giorni di anticipo e con degli appositi avvisi, appesi nelle vie cittadine e pubblicizzati in vari modi e anche nei social. In relazione a questa sospensione programmata dell’acqua il sindaco ha emanato, per ragioni di igiene pubblica, un’ordinanza di chiusura dei plessi scolastici del capoluogo: Asilo Nido Comunale, scuole dell’Infanzia “Collodi” e “Serafin”, scuole primarie “D. Alighieri” e “Giovanni XXIII”, scuola secondaria di 1° grado “A. Cappon” e IPSIA “G. Marconi”. In seguito ad alcuni disagi sopravvenuti nel plesso di Via Piave (non interessato dall’ordinanza di chiusura delle scuole), a numerose polemiche sfociate soprattutto nei social da parte di alcuni genitori, il sindaco, avv. Henri Tommasi, così si esprime: “A proposito della scuola di Via Piave e relativa mancanza di erogazione dell’acqua, si precisa quanto segue: l’ordinanza di chiusura di alcune scuole del capoluogo nella giornata di lunedì si è resa necessaria dopo la decisione di Acque Venete di intervenire con un intervento di riparazione importante sulla conduttura principale del paese che avrebbe comportato la sospensione dell’erogazione dell’acqua nella fascia oraria annunciata.

Sentita in merito Acque Venete, non si è provveduto alla chiusura della scuola di Via Piave in quanto la sospensione dell’acqua non avrebbe riguardato quella zona. Tuttavia si è registrato un calo di pressione dell’acqua, dovuto probabilmente al fatto che la conduttura principale era temporaneamente chiusa, e questo ha creato qualche disagio a bambini, docenti e personale. Mi scuso personalmente per l’accaduto, anche se non si tratta di qualcosa di facilmente prevedibile e soprattutto prima di procedere avevamo consultato chi di dovere. Mi sono sembrate, tuttavia, esagerate e prive di fondamento alcune esternazioni da parte di alcune persone, poche, smentite tra l’altro dalle insegnanti”. 

R. Pacchiega