//Il Führer voleva rapire il Papa
Pio-XII

Il Führer voleva rapire il Papa

Svelato un piano segreto per difendere la Santa Sede e proteggere il pontefice Pio XII

Nei giorni scorsi nel settimanale “Famiglia Cristiana” è stata pubblicata, in esclusiva, un’anticipazione del libro “Il Vaticano nella tormenta” di Cesare Catananti (Edizioni San Paolo). L’esaustivo volume ricostruisce il gioco di spie e le manovre in Vaticano, durante il periodo della Seconda Guerra Mondiale. Grazie a numerosi documenti inediti, provenienti dall’Archivio della Gendarmeria Pontificia, si svela – per la prima volta – un piano segreto per difendere la Santa Sede e proteggere il sommo pontefice Pio XII (vedi foto), in caso di rapimento da parte dei nazisti. L’autore risolve quelle oscure vicende grazie al materiale inedito archivistico vaticano, che ha potuto consultare in esclusiva, ottenendo uno straordinario risultato di vicende drammatiche, colpi di scena, con rivelazioni clamorose. Andrea Riccardi, nella prefazione, scrive di trovarsi alla presenza di un saggio di “storia materiale”, dove emerge il ruolo della Chiesa cattolica e del pontificato di Pio XII, con un protagonista assoluto che si muove dietro le quinte: mons. Giovanni Battista Montini, Sostituto della Segreteria di Stato e futuro papa Paolo VI. Dalla lettura della pubblicazione, emerge anche come il Vaticano non cessò mai di nascondere ebrei e rifugiati in genere e – a guerra finita – di ospitare anche rifugiati tedeschi, tra le mura del Vaticano, per impedire che fossero uccisi. L’opera di mons. Montini, in particolare, fu costante, per proteggere il Pontefice e la Curia dalle minacce di Adolf Hitler, dalla prevaricazione del regime fascista – l’Ovra spiava ogni cittadino vaticano – e al contempo salvaguardare l’immunità degli ambasciatori alleati presso la Santa Sede. Il Führer, che non aveva escluso la deportazione dei cattolici tedeschi – come ben sapeva l’ex nunzio apostolico in Germania, card. Pacelli – aveva in animo l’invasione del territorio vaticano e, persino, il rapimento del Papa. L’ambasciatore inglese presso la Santa Sede, sir Francis D’Arca Osbourne, aveva rivelato alla Segreteria di Stato che vi era un piano per prelevare Pio XII e portarlo a Monaco di Baviera, ma in quel caso, gli alleati erano pronti a inviare in due giorni un commando per salvarlo. Bisognava tenerlo nascosto per quarantotto ore. La Gendarmeria pontificia aveva individuato, di conseguenza, il rifugio nella Torre dei Venti, nel cortile della Pigna, ricco di nascondigli e passaggi segreti. 

G. Aldrighetti