//Ma il Comitato resta escluso
Commissari-Unesco

Ma il Comitato resta escluso

QUESTIONE GPL (I)

Commissari dell’Unesco in visita all’impianto con i gestori e le autorità locali

“Certamente è incredibile e preoccupante che gli ispettori UNESCO si confrontino con chi usa il territorio e lo inquina e non si confrontino con chi il territorio lo vuole tutelare”, scriveva il Gruppo No GPL a Chioggia su Facebook, allorquando ha saputo di essere stato escluso nei due incontri in calendario, tra l’advisory mission e le Amministrazioni locali del territorio. Se è comprensibile (ma non condivisibile) l’esclusione per quello di Venezia nella sede del Comune a Ca’ Farsetti del 28 gennaio scorso, visto il comportamento di sempre del sindaco Luigi Brugnaro, non si capisce perché la cosa si sia ripetuta anche giovedì a Chioggia. Il sindaco di Venezia che, lo ricordiamo, è anche sindaco della Città Metropolitana, ha infatti da sempre ignorato la questione impianto di GPL, dimostrando che di Chioggia, la sua seconda città, non gli interessa un fico secco! Anzi! … Non c’è, invece nessuna giustificazione per l’esclusione al “blindatissimo sopralluogo a sorpresa” (si fa per dire) all’impianto di Punta Colombi degli ispettori UNESCO con il sindaco Alessandro Ferro di giovedì 30, fatto assieme al suo vice, al dirigente di Urbanistica e ad alcuni giornalisti di un solo giornale on-line. “A Chioggia ci hanno negato ogni possibilità d’incontrare i Commissari. Perché? Forse nei vari palazzi ci sono sostenitori del deposito GPL, che negano, ma lo hanno visto nascere e vorrebbero vederlo in funzione? Sappiate che non lo permetteremo mai!” – dice il portavoce del Comitato Roberto Rossi. L’unione dovrebbe fare forza… Una campana, che sembra poco sentita dai politici nostrani! In verità gli ispettori non avevano ricevuto nulla di ufficiale dalle Amministrazioni pubbliche (Città Metropolitana e Regione), ma, come hanno chiarito al Comitato il venerdì successivo, sono venuti a Chioggia, proprio a seguito della lettera che il Comitato aveva mandato ad ottobre 2018 agli uffici UNESCO di Parigi per informarli della presenza sulla laguna sud di Venezia di un impianto di GPL. Nella stessa si rilevava che nella relazione di Brugnaro per chiedere la riconferma della Laguna di Venezia tra i luoghi tutelati dall’Ente internazionale, l’impianto era stato intenzionalmente ignorato visto che Venezia era già nella black list a causa della contestata presenza delle grandi navi e per l’escavo del canale Vittorio Emanuele. Scrive il sindaco Alessandro Ferro nel comunicato n. 18 del 31.01.2020 in cui  riferisce della sua visita al deposito di Gpl a Punta Colombi con i  commissari Unesco, Bernhard Furrer, RŽka Viragos, Tobia SalathŽ: “I commissari si sono resi conto di persona di quanto il deposito di gpl sia vicino al centro storico cittadino e anche del fatto che un’opera industriale di tale entità, all’interno della laguna sud, non sia mai stata sottoposta all’Unesco come invece dispone la convenzione internazionale, né, aggiungo io, alla commissione di Salvaguardia e al Ministero dei Beni culturali. Chioggia ha delle problematiche da risolvere, la laguna va tutelata e il nostro porto deve restare commerciale e crocieristico; uno sviluppo industriale non è contemplato, né immaginabile nel nostro futuro”. Spiega il vicesindaco e assessore all’Ambiente Marco Veronese: “Come da richiesta degli stessi commissari, invieremo a breve un dossier all’Unesco, che va ad aggiungersi alla nostra lettera del 2017 in cui segnalavamo il tema. In questo documento espliciteremo l’iter cronologico che ha permesso la presenza dell’impianto di gpl in Val da Rio, a partire dal 2009 in cui si parlava di bunkeraggio da 1350 metri cubi di gasolio e olii minerali destinato al rifornimento dei pescherecci. Ribadiamo che non vogliamo essere estromessi dal sito patrimonio mondiale, ma anche Chioggia, che per il 33% insiste nella laguna di Venezia, va salvaguardata. Ora ci aspettiamo una presa di posizione più decisa anche da parte del Governo”.

R.D.