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C’è una presa di posizione

Questione GPL

Anche Zaia, assessore Marcato e Regione si muovono contro l’impianto a Chioggia

Il 27 febbraio scorso la Regione Veneto tramite l’assessore Roberto Marcato ha inviato a Roma al Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli la lettera concordata con i responsabili del Comitato No Gpl a Chioggia nell’incontro svoltosi il 14 febbraio. 

Nelle intenzioni del Comitato il colloquio con l’Assessore regionale doveva produrre finalmente una precisa presa di posizione della Regione Veneto, che mettesse in dubbio con forza la legittimità dell’impianto di GPL di punta Colombi a Chioggia. E così e stato! 

Nell’incontro di Venezia, infatti, si era deciso tra l’altro di formulare ai ministeri Mise e Mit il quesito, se “a distanza di quasi cinque anni possa considerarsi ancora valido e/o efficace il Decreto Interministeriale n. 17407 del 26 maggio 2015 – Autorizzazione all’ampliamento del deposito costiero di prodotti energetici – Località Val da Rio nel porto di Chioggia e ciò a causa del fatto che non risultano messe in atto le prescrizioni e le condizioni apposte all’autorizzazione stessa”. 

Nella lettera si fa, in particolare, riferimento  per quanto riguarda il livello ministeriale, alla mancata concessione della seconda proroga per ultimare i lavori di costruzione del deposito di GPL, richiesto dalla ditta Costa Bioenergie al Ministero dello Sviluppo economico in data 22/05/2019 (scadenza della prima proroga: 26 maggio 2019) comunicazione del Mise del 31/05/2019  e al preavviso di rigetto da parte dell’Autorità di Sistema Portuale del 12/11/2019 delle istanze di concessione e anticipata occupazione delle aree demaniali presentate da Costa Bioenergie  (leggi: richiesta concessione esclusiva della banchina, ndr), concessione e occupazione indispensabili per il transito delle navi destinate al trasporto del gas. Risulta inoltre mancante l’attuazione delle condizioni/prescrizioni previste dalla Commissione VIA Provinciale (ora Città Metropolitana di Venezia), con determinazioni n. 333/2015 e 668/2015 e recepite nel Decreto autorizzativo interministeriale citato. “Ora Roma deve finalmente dare una risposta – ci dice il portavoce del Comitato No GPL Roberto Rossi. –  Con questa lettera la Giunta Regionale e quindi il Governatore Luca Zaia hanno fatto proprie le nostre motivazioni. Dopo cinque anni dovranno finalmente emergere le responsabilità di chi non ha ancora posto in essere le prescrizioni della Provincia che richiedeva la valutazione dell’impatto ambientale, cosa evidenziata anche da tutti i comandanti della Capitaneria di Porto che si sono succeduti in questi anni a Chioggia. Questo deve fare decadere la delibera inserita nel decreto interministeriale, vanno ripetendo i chioggiotti in tutti gli uffici. Gli stessi Ministeri, che a più riprese hanno dichiarato la propria volontà politica di risolvere la questione impianto di GPL a Chioggia dovranno fornire una risposta a questa domanda del tutto legittima fatta dal territorio”. 

Nel pomeriggio di lunedì 2 marzo scorso il sindaco Alessandro Ferro, il vicesindaco e il presidente del Consiglio comunale di Chioggia sono stati ricevuti a Roma al Mise dalla segreteria del ministro Stefano Patuanelli in merito alla questione del deposito di Gpl. Nell’incontro il sindaco, tra l’altro, ha ribadito la necessità e l’urgenza di trovare una soluzione per evitare la messa in esercizio dell’impianto. Nel comunicato n. 37/2020 dell’ufficio stampa del Comune di Chioggia si precisa che da parte del governo: “c’è la massima disponibilità, già peraltro dimostrata con la presentazione di precedenti emendamenti e, da ultimo, di un ordine del giorno parlamentare. È stato concordato che, a breve, previa intesa con i gruppi politici di maggioranza, il Ministro studierà un percorso sostenibile e coerente con le necessità del territorio”. Nel Comunicato si aggiunge che “oggi è stata l’occasione anche di incontrare il ministro per i rapporti con il Parlamento e le Riforme, Federico D’Incà, per approfondire temi importanti per la città, dalla strada statale Romea, al risarcimento dei danni provocati dall’acqua alta e dal maltempo e, infine, alla valorizzazione di Forte San Felice. È previsto – conclude il comunicato –  un aggiornamento a breve per gli esiti di quanto discusso oggi”.

R.D.