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Cambiamenti necessari

Coronavirus

L’importanza di avere comportamenti responsabili per la propria salute e quella degli altri

L’emergenza “coronavirus” e il conseguente decreto governativo 8 marzo 2020 “misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19”, emesso per contenerne la diffusione, prevede oltre alle restrizioni religiose, sanitarie e didattiche, che abbiamo sperimentato la scorsa settimana, altre limitazioni particolari per la Città Metropolitana di Venezia e quindi per Chioggia. Alcuni abitanti di Cavanella d’Adige, ad esempio, residenti al di là del ponte sull’Adige, essendo in provincia di Rovigo, ogni volta che si devono recare al lavoro a Chioggia e magari a Sant’Anna per fare visita ai genitori, entrano nella “zona rossa” e devono giustificare questo passaggio al posto di blocco presente al limite della provincia. Per tutti un nuovo e per certi aspetti diverso stile di vita sicuramente più responsabile, si spera. Per entrare in ambulatorio dal proprio medico di famiglia o per fare il semplice acquisto del pane, per esempio, bisogna attendere fuori della porta che il numero delle persone presenti all’interno del negozio consenta di rispettare le distanze tra le persone, come è scritto all’ingresso di ogni esercizio commerciale e ricordato dall’apposito speaker ogni cinque minuti nei diversi supermercati. Palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori, centri ricreativi, centri culturali e altre analoghe strutture pubbliche e private sono chiuse. Il vescovo mons. Adriano Tessarollo lunedì 9 marzo scorso, in seguito al decreto, ha inviato ai parroci della diocesi ulteriori disposizioni per questo nuovo periodo di emergenza (pubblicate su questo numero del giornale), così come il Comandante per quanto riguarda l’operatività degli uffici aperti al pubblico della Capitaneria di Porto di Chioggia. Il sindaco Alessandro Ferro, poi, ha riconvocato lunedì 9 marzo scorso il Coc (Centro operativo comunale) per alcune precisazioni alla luce del nuovo decreto governativo pubblicato domenica. Gli spostamenti di persone fisiche, ad esempio, sono possibili, ma solo per comprovate necessità lavorative; situazioni di necessità; motivi di salute o per rientro al domicilio. Altre informazioni e il modulo di autocertificazione per la circolazione nel territorio e per l’uscita dalle zone in cui vengono applicate le misure d’urgenza per comprovati motivi di lavoro sono disponibili sul portale web istituzionale www.chioggia.org e sulla pagina Facebook del Comune. “Raccomando a tutti i locali pubblici, bar, ristorazione con somministrazione – dice il sindaco Ferro – di chiudere alle ore 18.00, come previsto nel Decreto ministeriale. Dei volontari, come l’associazione nazionale carabinieri, si sono resi disponibili a fare dei passaggi per ricordare alle attività queste disposizioni. Per alcune situazioni miste, tra somministrazione e attività artigianale, attendiamo delle precisazioni dagli organi competenti. Anche per il mercato settimanale, scriveremo a stretto giro al Prefetto per avere indicazioni più precise, perché nell’ultimo decreto di ieri si parla di chiusura per i mercati effettuati solo il sabato e la domenica. I numeri di persone risultate positive al Coronavirus nel nostro territorio rimangono contenuti – ha aggiunto il primo cittadino durante i lavori, alla presenza, tra gli altri, della giunta, del presidente del Consiglio Comunale, dei dirigenti dell’ente, dei rappresentanti delle forze dell’ordine, polizia locale, servizio igiene e sanità pubblica dell’Ulss 3 e Protezione civile. – I casi risultati positivi fino a questo momento nel territorio clodiense sono 8 (tre ricoverati all’ospedale di Mestre e 5 in quarantena presso la propria abitazione), mentre altre 35 persone, asintomatiche, sono anch’esse in isolamento domiciliare, ma perché venute a contatto con persone positive: queste sono chiamate due volte al giorno dall’Ulss 3 per capire l’evoluzione dello stato di salute. La situazione è sotto controllo, ma è chiaro che dobbiamo tutti attenerci alle direttive che ci arrivano costantemente dal Governo, per evitare che il numero dei contagi salga e che gli ospedali si trovino in situazione di sovraffollamento”.

R.D.