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…Ma riprenderanno

ALLO STORICO PALAZZO GRANAIO

I lavori si sono fermati, di nuovo…

Il cantiere di palazzo Granaio si ferma di nuovo. Con la nuova interruzione, dovuta alle restrizioni imposte dal Governo, appare difficile che i lavori possano concludersi entro l’estate come era stato annunciato lo scorso ottobre, all’ennesima ripresa. Prima dello stop la ditta stava lavorando sul tetto del palazzo storico e aveva già concluso la prima parte, lato ristorante, e stava procedendo con la seconda parte, quella centrale. «In teoria a aprile avremmo dovuto avere tutto il tetto completato», spiega il responsabile del procedimento, Lucio Napetti, «nella parte interna abbiamo già sostituito le travi con l’intervento di somma urgenza. Mancano le finiture dei muri e i pavimenti, che saranno gestiti da un diverso appalto, che dobbiamo comunque concordare con la Soprintendenza. Non possiamo in questo momento dare una tempistica certa di ripresa dei lavori perché dipenderà dalla indicazioni del Governo con i prossimi decreti e lo sapremo dopo il 3 aprile. In base alla lunghezza dello stop potremo sapere di quanto slitterà la fine del cantiere». Alla lunga saga del restauro del palazzo più antico della città si aggiunge quindi un nuovo capitolo, dai contorni ancora piuttosto sfumati. Dopo continui annunci sull’avvio del restauro, progettato nella prima giunta Guarnieri, il cantiere si è effettivamente aperto nel gennaio 2016, quasi 20 anni dopo l’avvio della progettazione. Nel giugno dello stesso anno i lavori si sono fermati per 20 mesi, a causa di alcune varianti in corso d’opera richieste dalla Soprintendenza, poi sono ripresi e subito dopo di nuovo interrotti. A aprile del 2019 il Consiglio comunale ha dovuto approvare un intervento di somma urgenza, di 200.000 euro, per poter riprendere i lavori dopo aver scoperto che le travi antiche erano in condizioni pietose e rischiavano di crollare. «Purtroppo su un cantiere di questo tipo la sorpresa è sempre dietro l’angolo», spiegava allora l’assessore ai Lavori pubblici, Alessandra Penzo, «pur avendo fatto campionature su tutte le parti, capita che a distanza di un metro un muro o una trave che non davano problemi li diano». Dopo il via libera per l’intervento d’urgenza sulle travi, i lavori stavano procedendo bene e la stima della chiusura era ipotizzata per l’estate. Il primo piano comprende tre ampi saloni dove è stata cambiata la pavimentazione, mantenendo la stessa forma dell’originale e le stesse pendenze. Tutte le travi sono state catalogate e lungo il perimetro è stata sistemata una cornice in acciaio di rinforzo per evitare il crollo dato che la trave principale di appoggio era in condizioni precarie. Una lamina in ferro è stata posizionata lungo la muratura per l’adeguamento antisismico. Alcune finestre, quelle di pregio storico, sono state smontate e attendono il restauro. Rispetto al primo progetto, che richiedeva 1.600.000 euro, l’importo è lievitato solo di 200.000 euro, per i lavori di somma urgenza. Altri 350.000 euro di fondi della Legge Speciale sono stati stanziati per riqualificare la cappellina e creare un vano in cui custodire le celle frigo per il prodotto di scarto della pescheria al minuto.

Elisabetta Boscolo Anzoletti